Quarant’anni fa – era il 23 settembre 1985 – moriva Giancarlo Siani, giovane cronista napoletano che la Camorra uccise per strada a colpi di pistola perché temeva le sue coraggiose inchieste sul malaffare, la droga, la disoccupazione e il degrado ambientale, senza mai piegarsi alla paura, senza nascondere che dietro quel degrado c’era la connivenza e la complicità di certa politica e pubblica amministrazione.
Giancarlo Siani venne barbaramente ucciso da killer della camorra perché aveva acceso la luce sulle attività criminali dei clan, svelato i loro conflitti interni, le viltà che li caratterizzano – ha scritto oggi nel suo messaggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – lo animava un forte senso di giustizia sociale che si nutriva di legalità. Il suo impegno di cronista ne “Il Mattino” e nelle altre testate con cui ha collaborato era strettamente legato a valori di umanità e di civismo.
La Scuola italiana ha onorato e tenuta viva la memoria del giornalista che ha fatto fino in fondo il proprio dovere diventando, suo malgrado, un ulteriore simbolo della forza del bene e della legalità che non scende a compromessi con nessuno.
“Una scuola, un nome, un impegno!” Si legge sul sito dell’Istituto Comprensivo Statale “Giancarlo Siani” di Villaricca, in provincia di Napoli. La scuola scelse nel 1996 il suo nome per l’ alto valore simbolico che racchiudeva, perché è proprio la scuola – si legge nel messaggio sulla home page dell’Istituto – il terreno fertile in cui far germogliare il seme della legalità che sempre deve caratterizzare il comportamento del buon cittadino, rispettoso delle cose e delle persone.
Sono molte le scuole intitolate a Giancarlo Siani: da Napoli ad Aversa, da Torre Annunziata a Marigliano, la Campania ha reso omaggio al giornalista ucciso dalla camorra. Ma il ricordo e le manifestazioni in sua memoria non si limitano alla sua regione d’origine.
Il Resto del Carlino riporta, ad esempio, la notizia di un progetto svolto quest’anno per promuovere, nell’ambito dell’insegnamento, la legalità e l’educazione civica. Elaborato dal Comune di Casalgrande – in provincia di Reggio Emilia – in collaborazione con l’istituto comprensivo “Casalgrande” e l’istituto Santa Dorotea, scuola per l’infanzia e primaria, il percorso di educazione alla legalità ha riservato un importante segmento al ricordo di Siani: gli alunni sono stati guidati alla scoperta di questo giovane che ha semplicemente fatto il suo lavoro con coraggio e dedizione, finendo nel mirino delle organizzazioni mafiose. Il progetto si è concluso con la restituzione dei lavori dei ragazzi che hanno poi partecipato a un incontro conclusivo in cui alcuni giornalisti della Rai e di Avvenire hanno dato la loro testimonianza sulle inchieste giornalistiche di Giancarlo Siani.
E la Rai non poteva mancare neanche in questa occasione: qualche giorno fa è stata presentata a Milano l’anteprima del documentario ‘Quaranta anni senza Giancarlo Siani’, che andrà in onda questa sera su Rai 3. Come riportato da ilroma.net, accanto alle testimonianze dei protagonisti il documentario si avvale della voce di Toni Servillo che legge alcuni articoli di Siani agli studenti del liceo Giambattista Vico di Napoli, la scuola che Siani aveva frequentato.