Fra le varie accuse mosse alla scuola c’è quella di non preparare alla vita, intendendosi per tale quella vera, reale, fatta di quotidianità. E in effetti almeno per certi versi è vero: la scuola è (troppo?) teorica, asettica, presenta un mondo ideale che in realtà non esiste, almeno non in tutto e per tutto.
E quando si esce dalla scuola si scopre, più o meno dolorosamente, che molto di quanto ci è trasmesso nelle aule non trova rispondenza in quel contesto nel quale dobbiamo pur (soprav)vivere, per non farcene sopraffare e per non soccombere.
E allora cosa facciamo?
Fermo restando che è giusto trasmettere principi morali e civili, si deve onestamente anche segnalare che essi non necessariamente vengono applicati e praticati da tutti i cittadini del mondo. Occorre quindi altresì insegnare a difendersi, in un mondo di “homo homini lupus”.
Il tutto, possibilmente, nei modi della giustizia e della legalità, dando dimostrazione di onestà, sincerità e sano realismo. Indorare la pillola può sembrare un atto di bontà, ma a lungo andare si dimostra invece un atto crudele, perché sotto il tenue strato di indoramento si cela un nucleo che spesso e volentieri così indorato non è.
Daniela Orla