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Aggiornato il 19.01.2026
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La Spezia, Valditara ai parenti del giovane accoltellato: giustizia farà suo corso, non gettiamo addosso la croce a nessuno. Metal detector in poche scuole

“Sono tutti molto colpiti, ma non gettiamo loro addosso la croce senza conoscere i fatti, non gettiamo addosso la croce a nessuno, ci sono delle indagini penali in corso”. A dirlo, il 18 gennaio, è stato il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, dopo avere incontrato il dirigente scolastico e alcuni docenti dell’Istituto professionale Chiodo dove due giorni prima uno studente diciottenne è stato accoltellato mortalmente da un compagno.

Dopo una visita svolta nella prefettura della La Spezia per una riunione straordinaria del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza responsabile del dicastero bianco, il titolare del Mim ha annunciato che il Comune della Spezia deciderà per il lutto cittadino, attraverso una apposita riunione.

Nella scuola superiore, ha detto il titolare del Mim, “c’è un’ispezione in corso, ma in modo molto positivo e costruttivo. Verificheremo, ma senza partire dal presupposto di una messa sotto accusa di qualcuno. Ho ritenuto opportuno accertare i fatti, ma dobbiamo instaurare un dialogo sempre positivo”.

Il Ministro ha detto di essere giunto a La Spezia per garantire “la presenza dello Stato, la vicinanza mia e del governo all’autorità scolastica e alla famiglia della vittima, per affermare che dobbiamo partire dalla cultura del rispetto all’interno delle scuole per installarla all’interno della società“.

Quindi, il Ministro ha ribadito che quello del metal detector a scuola “non può essere un utilizzo generalizzato”, ma da attuare “soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione. Se in una scuola, lo affermo e lo ribadisco, ci dovesse essere un problema serio di sicurezza, ci fossero prove di una diffusione nel porto dei coltelli o di altre armi improprie, credo che tutti dovrebbero convergere sul fatto che in quella scuola bisogna intervenire“.

Valditara ha anche detto di avere voluto “personalmente rassicurare i familiari della vittima” per dire loro “che la giustizia farà il suo corso e che quindi tutto quello che le istituzioni dovranno fare, sarà fatto” ha aggiunto il ministro Valditara.

Nella stessa giornata, parenti, amici e compagni di Abanoub Youssef, il ragazzo ucciso, hanno inscenato una protesta spontanea di fronte all’obitorio dell’ospedale cittadino, dove hanno vegliato la salma del ragazzo. Diverse decine di persone hanno occupato il marciapiede e la sede stradale esponendo cartelli per chiedere il massimo della pena nei confronti dell’assassino e l’impegno delle istituzioni nel rendere sicure le scuole.

“Giustizia per Abu”, “Vogliamo una giustizia veloce”, “La scuola è complice”, “Abbiamo paura a tornare a scuola”, si leggeva sui cartelli dei manifestanti, con evidente commozione per i parenti straziati dal dolore.

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