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18.08.2025

L’abuso dei social crescerà a dismisura, l’antidoto è formare sulle tecnologie digitali: Eurispes chiede corsi di alfabetizzazione dalla scuola

Marco Giuliani

Quando si parla di tecnologie digitali, l’Italia risulta tra i Paesi moderni dove è necessario adottare più programmi di formazione per ragazzi e adulti: la richiesta arriva dall’Eurispes, l’istituto di studi politici, economici e sociali, sulla base dell’attuale scenario della digitalizzazione in Italia.

Lo scenario, hanno fatto sapere dall’istituto, indica come centrali i temi relativi al divario digitale e all’abuso dei social: non si tratta di pareri o consigli generici, ma del risultato derivante dai dati raccolti da più fonti degli ultimi anni.

L’Eurispes – che ha intitolato lo studio ‘Rapporto delle persone con il digitale. Luci e ombre di un fenomeno sociale‘ – spiega che oltre 7 milioni di cittadini, soprattutto anziani che vivono nelle zone periferiche, in quelle interne e nelle famiglie a basso reddito, sono ancora esclusi dalla rete.

Il rapporto si sofferma sulla “simbiosi continua” tra i giovani e internet, arrivando quindi ad auspicare, ritenendole indispensabili, “forme di educazione intergenerazionale al digitale”. Ancora di più, spiegano i ricercatori, perché i giovani cresciuti con smartphone, social media e internet si trovano a vivere in un tempo che sembra accelerare continuamente, senza intermediari.

Nel frattempo, ha denunciato Save the Children, in Italia l’età di accesso allo smartphone continua ad scendere, con sempre più bambini tra i 6 e i 10 anni che ne fanno uso quotidiano.
L’istituto rileva quindi che è necessario analizzare “l’impatto delle tecnologie sulla sfera psicologica, affettiva e relazionale” e che “servono percorsi educativi di alfabetizzazione digitale fin dalla scuola, che insegnino ai più giovani, ma anche agli adulti, a orientarsi tra le informazioni, a porsi domande, a confrontarsi con le opinioni diverse dalle proprie” si legge nell’analisi.

Secondo Eurispes, solo attraverso un approccio equilibrato alla digitalizzazione è possibile mettere al centro la persona, permettendo che i cittadini adottino finalmente un utilizzo critico, realistico e consapevole delle tecnologie digitali.

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