La comunità ha dato l’ultimo saluto alla professoressa di Italiano uccisa dal nipote nella tenuta di famiglia lo scorso giugno. Lutto cittadino e chiesa gremita per le esequie, celebrate dal parroco: tra i presenti anche il fratello della vittima, con moglie e figlia, e padre dell’assassino, verso cui è andato il sindaco con un gesto di vicinanza. In segno di lutto, nel vicino municipio le bandiere a mezz’asta, mentre tra le istituzioni presenti anche i carabinieri della compagnia locale.
Come riporta il Corriere, ad aprire la cerimonia sono stati i pensieri degli alunni di seconda A dell’istituto comprensivo frequentato dalla docente: “Cara professoressa, ci sembra impossibile essere qui a leggere queste parole. Ancora oggi facciamo fatica a credere che non la vedremo più entrare in classe, pronta a insegnarci qualcosa di nuovo: non solo dai libri ma dalla vita. Ci diceva sempre che la vita è il dono più prezioso che abbiamo e che ogni giorno va vissuto con coraggio, rispetto e gratitudine”. E ancora: “Eri una professoressa che trovava sempre il tempo di una parola, un consiglio, un incoraggiamento. A volte ci sembrava severa ma ora sappiamo che lo era perché credeva in noi e voleva aiutarci a diventare ragazzi responsabili”. Il feretro, coperto di rose bianche, è stato accompagnato al cimitero dai ragazzi con dei palloncini bianchi in mano, rimasti stretti nei loro pugni.
Il sacerdote ha ricordato la dimensione collettiva del dramma: “Sono molteplici le vittime di questo dramma. Questa vicenda ci insegna il rispetto, e una morte in questo modo non può che essere una tragedia per tutti”.
Nel corso della celebrazione, il parroco ha invitato la comunità a interrogarsi più che a cercare risposte: “Lasciamo le risposte agli addetti ai lavori. Facciamoci, invece, qualche domanda. Per esempio, se a compiere questo gesto fosse stato mio figlio, che ho educato al rispetto, al servizio, alla bontà, come mi sentirei? Tutti siamo un po’ colpevoli di essere presi dalle nostre cose ogni giorno. Quanto ascoltiamo i nostri ragazzi? Quanto percepiamo davvero alcuni dei loro nodi custoditi nel profondo?”.