Breaking News

Lancio di palloncini al Liceo Flacco di Bari: per Greenpeace e Retake, anche i gesti più innocui possono causare danni al nostro pianeta

Cosa c’è di più innocente di un lancio di palloncini? Simbolo festoso o drammaticamente evocativo, lanciare palloncini colorati in aria è una pratica diffusa alla quale spesso assistiamo, sguardo incantato e rivolto in aria con un pensiero per i protagonisti dell’evento. E tutto finisce lì. Almeno così pensavamo, fino a quando – come riportato dal quotidiano La Repubblica –  le sezioni di Bari di Greenpeace e Retake, fondazione non profit attiva nella tutela dell’ambiente e la cura dei beni comuni, non hanno detto basta, rimproverando aspramente gli studenti del liceo classico “Quinto Orazio Flacco” che hanno pensato bene, qualche giorno fa, di festeggiare il primo giorno di scuola lasciando partire verso il cielo tanti palloncini azzurri.

Un gesto allegro e festoso dietro al quale, però, si nascondono tante insidie alle quali di solito non pensiamo: i coriandoli dispersi durante una festa, una cicca di sigaretta abbandonata per strada o un palloncino lanciato in aria – ha tenuto a sottolineare il presidente nazionale di Retake – sono atti considerati di scarsa importanza che però generano un impatto enorme.

In particolare, nel caso dei palloncini, bisogna ricordare che il 75% della superficie terrestre è coperta da acqua e che quei palloncini raggiungono alte quote, poi scoppiano e si frantumano in mille frammenti finendo spesso per disperdersi in mare. Insomma, anche un innocente lancio di palloncini contribuisce all’inquinamento che già soffoca i nostri ecosistemi.

Le due associazioni ecologiste ‘rimproverano’ anche il Comune che, pur dichiarandosi ‘plastic free’ e pur avendo emanato ordinanze per limitare l’uso di plastica e microplastiche negli eventi pubblici, non si cura poi di effettuare controlli ed eventualmente sanzionare i trasgressori.

La Scuola, i docenti, gli studenti e le famiglie non sfuggono alle critiche di Greenpeace et Retake: l’educazione civica e la sensibilità verso le questioni ambientali – sostengono, giustamente – partono proprio dalle scuole, dagli insegnanti, dai genitori e dagli stessi studenti.

Non è dato sapere chi abbia promosso l’iniziativa, ma è evidente che tutti insieme – continuano le associazioni – dobbiamo convincerci che la tutela dell’ambiente inizia da piccoli gesti quotidiani, non da rivoluzioni calate dall’alto.

L’appello si conclude con l’auspicio, da parte del coordinatore Greenpeace di Bari, che tutte le parti coinvolte, istituzioni, dirigenti scolastici, docenti, studenti, genitori e cittadinanza attiva, svolgano il proprio ruolo con coscienza e consapevolezza per far sì che cessino queste pratiche errate e dannose. Perché episodi come questo mostrano che manca ancora una comunicazione capillare ed efficace, che parta dal Comune e dagli assessorati, arrivi al Provveditorato e, a cascata, raggiunga tutte le scuole.

Che sia questa l’occasione giusta per prevedere, tra i percorsi di Educazione Civica che il liceo Flacco di Bari organizzerà quest’anno, un segmento che faccia riflettere i ragazzi sulle conseguenze negative a livello ambientale che anche dei gesti apparentemente innocui possono avere?

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate

I nostri Corsi