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Aggiornato il 17.11.2025
alle 23:24

“Landini, revoca lo sciopero!”: lo chiedono tanti docenti che il 12 dicembre dovranno sostenere l’esame intermedio dei corsi Indire

Reginaldo Palermo

La protesta dei docenti che stanno partecipando ai corsi Indire per la specializzazione sul sostegno prosegue da giorni.
Il problema è legato al fatto che il 12 dicembre si terrà l’esame intermedio “che – spiegano i docenti del Comitato Uniti per Indire – richiederà lo spostamento di una moltitudine di docenti provenienti da tutta Italia, da nord a sud, dalle isole alle regioni centrali”.
“La situazione –
spiegano – è già abbastanza difficile per molti di noi, che dovranno affrontare un lungo viaggio e un esame importante, e lo sciopero del 12 dicembre non farà altro che aggravare ulteriormente la situazione”.

Il Comitato prevede disagi non indifferenti: “Molti di noi – scrivono – hanno già acquistato biglietti per il 12 dicembre e non hanno assicurato il viaggio, con comprensibili disagi e spese aggiuntive. Ad esempio, docenti che lavorano in Piemonte dovranno recarsi in sede lontana e pernottare, e lo sciopero non farà altro che aumentare le difficoltà e le preoccupazioni”.

La questione è già stata rappresentata ai vertici dell’Indire per chiedere una revisione del calendario o, quanto meno, la possibilità di rivedere le sedi in cui avranno luogo gli esami.

Ma l’Indire, per quanto se ne sa a tutt’oggi, non ha dato nessuna risposta.
E così i docenti hanno pensato ad una strada diversa, inconsueta ma non meno eclatante, ed hanno scritto direttamente a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che ha proclamato lo sciopero per chiedere che “si possa trovare un altro modo o un altro momento per protestare, senza arrecare danno a una categoria di lavoratori che già sopporta molti disagi ogni giorno”.
In altre parole il Comitato chiede una revoca dello sciopero in base al principio che “il sindacato dovrebbe tutelare tutti i lavoratori, non solo una parte di essi”.

Per la verità va detto che quello indetto dalla Cgil per il 12 dicembre è uno sciopero generale per protestare contro le misure contenute nella legge finanziaria e quindi, nelle intenzioni del sindacato, per tutelare e difendere i diritti di tutti i lavoratori, anzi di tutti i cittadini.
All’appello del Comitato Uniti per Indire – comprensibile sul piano umano – il sindacato di Landini non ha risposto ed è molto probabile che non risponderà neppure nei prossimi giorni.
La soluzione andrà forse trovata altrove.

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