Home Archivio storico 1998-2013 Generico Lavoro, il 16 giugno anche gli studenti in piazza coi sindacati

Lavoro, il 16 giugno anche gli studenti in piazza coi sindacati

CONDIVIDI
  • GUERINI
Sanno bene che per loro il lavoro rischia di diventare sempre più una chimera. Sarà anche per questo motivo che sabato 16 giugno gli studenti, almeno quelli aderenti ad alcune delle associazioni più rappresentative, hanno deciso di scendere in piazza a Roma con Cgil, Cisl e Uil, che hanno indetto una manifestazione unitaria sotto lo slogan “Il valore del lavoro”.
“Basta con la retorica del merito. Lo Stato abbandona gli studenti veramente meritevoli. Noi meritiamo un’istruzione e un Paese migliori”, hanno fatto sapere l’Unione degli universitari e la Rete degli Studenti Medi, annunciando la partecipazione alla manifestazione sindacale.
“La risposta che oggi i governi europei stanno dando alla crisi economica e sociale che attraversiamo è ingiusta e inadeguata”, dicono gli studenti, sottolineando che “il taglio netto della spesa pubblica, i limiti imposti dal cosiddetto ‘fiscal compact’ e l’inserimento nella Costituzione del principio del pareggio di bilancio sono risposte insufficienti per la crisi finanziaria in atto e ignorano la crisi sociale e le sue implicazioni, aggravandole”.
Con questo andare, continuano Udu e Rete, “gli studenti e le giovani generazioni, già le più colpite dalla crisi, continuano ad avere una prospettiva buia per il loro futuro”.
E ancora: “l’attuale governo – spiega Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari – non solo stenta a mettere le basi per una crescita solida, ma attraverso la retorica del merito sembra voler sviare i veri problemi che attanagliano le nostre generazioni” dichiara, aggiungendo: “Da studenti riteniamo inaccettabile che un governo che ci parla di merito, poi di fatto abbandona quegli studenti capaci e meritevoli, idonei a ricevere la borsa di studio (175 mila negli ultimi anni) rendendoli studenti esodati scaricando ogni tipo di responsabilità nel garantire un loro diritto costituzionale. Non sono forse questi studenti meritevoli? E perché lo Stato li abbandona?”.
“La volontà del governo di premiare il merito sarebbe condivisibile se nelle scuole e nelle università fossero garantite le stesse possibilità” aggiunge Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi. “Non è pensabile dare priorità ad un provvedimento che premia ‘lo studente dell’anno’ con servizi e diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti, e non solo al vincitore della ‘corona del merito’, prosegue il rappresentante degli studenti, sottolineando: “Una scuola e un’università di qualità sono diritto di tutti e non dei pochi migliori. Forse il ministro non ha ben chiare le condizioni delle Scuole e delle Università italiane. Si concentri sui problemi reali invece che su provvedimenti che altro non sono che degli slogan pubblicitari.”
Gli studenti, universitari e non, sono “convinti che l’investimento in scuola, università e ricerca pubbliche debba essere escluso dalle politiche di austerity e messo come punto fondamentale per uscire dalla crisi”. Così annunciano che saranno in piazza, al fianco dei sindacati confederali, “perché la retorica del merito venga abbandonata e per chiedere che la scuola e l’università vengano indicati dall’Italia e dall’Europa come i primi investimenti per uscire realmente dalla crisi”.
Il messaggio che arriverà dagli studenti il 16 maggio è chiaro. Ma il governo sarà disposto a recepirlo, a partire dall’avviare finalmente con loro un dialogo costruttivo?