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Le bollenti vacanze degli adolescenti

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Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su un campione di 8.000 adolescenti su tutto il territorio nazionale, l’avvicinamento dei ragazzi all’alcol è assai precoce, e nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni, il 36% dichiara di bere bevande alcoliche e 1 su 10 si è  già ubriacato. Nei ragazzi più grandi la percentuale sale notevolmente, sono il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni che beve alcolici e il 24% anche fino a stare male.

Oltre 3 adolescenti su 10 hanno partecipato a giochi a base di alcol, che in genere prevedono di bere tutto in un sorso e generalmente un superalcolico. Uno dei dati più allarmanti è il 24% degli adolescenti che dichiara di aver bevuto, in genere nel fine settimana, più di 5 drink di seguito, solo con l’intento di ubriacarsi.

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L’80% degli adolescenti che abusa di alcol dichiara anche di aver fatto sesso promiscuo e con più persone nell’arco della stessa sera.

In questo modo, aumenta notevolmente il rischio di incorrere in malattie sessualmente trasmissibili dall’HIV, sempre più diffuso tra i ragazzi, all’HPV e tutte le varie infezioni batteriche e virali, senza che abbiano consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro.

 

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Il rischio però è anche quello delle gravidanze precoci. Infatti, sono 2 su 100 le ragazze che dichiarano di essere rimaste incinta e, di questa percentuale, la maggior parte di loro, circa l’85% dichiara anche di aver abusato di alcolici.

1 adolescente su 50 dichiara di aver fatto sesso perché costretta a farlo e di loro l’81%  afferma di bere alcolici.

Esiste pure la moda del  drelfie, da drunk e selfie e consiste nel farsi fotografare ubriachi, mentre si vomita, sdraiati per terra in uno stato di semi incoscienza, nei bagni e in qualsiasi altra posizione.

L’aspetto preoccupante di questa tendenza giovanile è che molti ragazzi non sono in grado di mettersi dei limiti e inoltre non è importante il tipo di bevanda alcolica ingerita, perché l’unico scopo è l’ubriacatura

Gli adolescenti non rinunciano a mettersi alla guida anche quando sono in una condizione di alterazione. Circa 3 adolescenti su 10 che possiedono una mini car dichiarano di aver guidato dopo aver assunto sostanze o bevuto alcol. La percentuale di chi guida lo scooter si abbassa al 23% e al 12,4% chi ha un’automobile. Calcolando, però, che si tratta di un campione dai 14 ai 19 anni,  la macchina la può guidare solo una cerchia ristretta di ragazzi.

In più, oggi, oltre a guidare in stato di ebbrezza, riprendono con lo smartphone le bravate in auto o in moto, si scattano selfie mentre fanno le loro inutili e nocive “prodezze” per immortalare un momento che, a volte, li ha letteralmente immortalati per sempre. Si chiamano kilfie o killer selfie e sono quelle foto in cui si mette a rischio la propria vita. In quel momento i ragazzi si sentono onnipotenti, leggono solo l’aspetto ludico e legato al divertimento del momento, senza riflettere sugli esiti immediati di ciò che stanno facendo e di quello che può accadere a lungo termine.