Home I lettori ci scrivono Le competenze, l’altra faccia del clientelismo

Le competenze, l’altra faccia del clientelismo

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L’argomento più dibattuto in merito alla 107 è il potere centralizzato. Il dirigente che sceglie, che seleziona, che chiama. Chiamata diretta sembrava brutto e allora la pillola è stata addolcita con la mutazione in chiamata per competenze così che giustificare una scelta piuttosto che un’altra diventa molto più facile. Del resto non tutti hanno le competenze.

Ma che queste competenze così valutate in solitudine senza guardare gli anni di servizio facciano passare per obsoleto il concetto di esperienza il ministro se l’è posto? C’è un’altra domanda che mi assilla cari colleghi ma l’impegno del governo nel rendere aziendalistica l’istituzione scolastica non rischia di compromettere l’accesso pubblico fino ad oggi garantito a tutti? Il modello americano al quale questi signori si stanno ispirando privatizza l’istruzione. Arriveremo a privatizzare il sapere e peggio a commercializzarlo.

Corsi online a poco prezzo, pseudo stage di un’ora, attestati presi con una full immersion di un solo giorno. Le competenze si compreranno.

La buona scuola molto presto diventerà la scuola del miglior cliente, come nello shopping in Rodeo Drive a Los Angeles, dove le commesse guadagnano in base alle percentuali di vendita, ergo in base al cliente con la più dorata carta di credito.

Al curriculum più grosso e più dorato, finto o vero che sia, verrà data una chance. Assisteremo colleghi cari e invisibili come me, a pubblicità, sui social , di ogni tipo a retori delle università private che attingeranno direttamente dalle graduatorie  i nomi ai quali mandare l’offerta: “due corsi, di tre punti, al prezzo di uno, forza signori e signore accorrete il numero dei posti è limitato”. E tutti lì a far l’ ennesima fila. Perché è molto più facile piegarsi che non ribellarsi.