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Le nomine low cost alla scadenza del mandato

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Un avviso pubblico, che campeggia in bella vista sul sito del Miur dal 28 gennaio 2013, chiama i candidati che abbiano requisiti di ammissibilità a presentare la propria candidatura, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, per la presidenza e il Consiglio di amministrazione dell’Indire e dell’Invalsi.
I termini di scadenza per la presentazione di tale domanda di candidatura sono fissati alle ore 23:59 del 10 febbraio 2013. In sostanza, il governo dimissionario, ma in carica per il disbrigo degli affari correnti, decide inopportunamente e nella tradizione della peggiore politica, di effettuare a pochi giorni dalle elezioni e in piena campagna elettorale, le nomine dei Consigli di amministrazione dell’Indire e dell’Invalsi. Si tratta di enti strategici per le future politiche scolastiche che, sono destinati a lavorare in stretta sinergia con il prossimo ministro dell’Istruzione.
Da più parti si parla di una certa forzatura sui temi del sistema della valutazione , in particolare modo segnaliamo l’intervento deciso del Segretario Nazionale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, che bolla come saldi di fine stagione, il provvedimento preso dal ministro Profumo.
Mimmo Pantaleo ci tiene a sottolineare che da parte del ministro, non è stato fatto nulla per permettere ai due enti di uscire dalle gravi difficoltà economiche in cui versano.
A dire il vero, continua il leader della Flc Cgil, abbiamo assistito, attoniti e sbigottiti, a una transizione organizzativa e istituzionale permanente, che impedisce di svolgere i compiti istituzionali assegnati, o per liberare l’Indire dalla situazione ingombrante relativamente alle indagini in corso sugli appalti per le “Pillole del sapere”. Ricorda ancora Pantaleo, l’importanza assoluta dell’indipendenza che un ente di ricerca dovrebbe avere rispetto all’azione politico-governativa, ma evidentemente tutto ciò al governo tecnico non è interessato e continua a non interessare”.
Il Segretario della Flc conclude il suo ragionamento, con un appello rivolto al ministro, ma anche a tutta la politica: bisogna fare un atto di responsabilità istituzionale, prendere le distanze da un atto impresentabile e pretendere il ritiro dell’avviso in questione. Sia lasciata l’incombenza al prossimo governo, che legittimamente sarà eletto dal popolo italiano fra appena qualche settimana, di definire gli assetti degli enti all’interno di un progetto complessivo di sistema di valutazione nazionale.