Niente Imu per le scuole paritarie. I comuni portino avanti quanto deciso in Parlamento. L’appello è di Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica, esperta di scuola e da diversi anni paladina in difesa delle scuole paritarie, che da alcuni anni stanno vivendo un forte crisi di iscrizioni e finanziamenti.
Tutto parte dall’iniziativa legislativa prevista dall’ultima Manovra di Governo, che – oltre al bonus di 1.500 euro per chi iscrive il figlio, seppure con limiti – ha previsto anche per le scuole paritarie, alla pari di quelle pubbliche, l’esenzione dell’Imposta Municipale Propria, la tassa patrimoniale locale che dal 2020 ha accorpato la TASI e deve essere pagata annualmente da chi è proprietario di immobili, come le seconde case, gli uffici, i negozi, le aree fabbricabili e i terreni.
Secondo la Suora, continuare a chiedere alle scuole paritarie – in crisi di iscrizioni e di finanziamenti, tanto che oltre 200 istituti hanno chiuso negli ultimi anni – anche il pagamento dell’Imu avrebbe significato porre gravi ipoteche sul pluralismo educativo”.
“Confido – ha detto all’Adnkronos – che i comuni italiani attuino quanto è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2026 che prevede l’esenzione dal pagamento dell’Imu per le scuole paritarie che erogano il loro servizio chiedendo rette inferiori al Costo Medio Studente, così come definito annualmente dal ministero dell’Istruzione e del Merito. L’approvazione dell’emendamento ha rappresentato, lo scorso dicembre, la vittoria del diritto”.
Il concetto espresso da Suor Anna Monia Alfieri è chiaro: “se la scuola pubblica statale è esente dal pagamento dell’Imu, perché la scuola paritaria, pubblica come quella statale, così come definito dalla legge 62/2000, doveva essere soggetta al pagamento, se, per il servizio svolto, le scuole, per evitare la spaccatura della società, chiedono rette simboliche, ossia inferiori al Costo Medio Studente? Chiedere alle scuole paritarie il pagamento dell’Imu significa non solo non riconoscere il carattere pubblico del loro servizio e ma anche porre gravi ipoteche sul pluralismo educativo, già peraltro molto compromesso”.
Ecco perché la Suora adesso lancia un appello agli Enti locali: “Pensare di sanare i bilanci dei comuni chiedendo il pagamento dell’Imu alle scuole paritarie significa impedire ai genitori, soprattutto a quelli economicamente più svantaggiati, la possibilità di scegliere la scuola per i loro figli. Grazie a tutti quegli uomini e a quelle donne delle Istituzioni che agiscono, trasversalmente, secondo le loro idee e non secondo l’ideologia”.
“La politica è davvero la più alta forma della carità, perché – continua Suor Anna Monia Alfieri – chi svolge il proprio mandato istituzionale onestamente e rettamente può farsi promotore e realizzatore di scelte che cambiano radicalmente in meglio la vita dei cittadini, specie quelli più poveri”.
Nel concludere il suo intervento, Suor Anna Monia Alfieri esorta chi fa politica ad affrontare i problemi veri, come quello delle scuole paritarie in reale difficoltà, abbandonando ogni ideologia (in questo caso anche relativa all’interpretazione della Costituzione Italiana, che secondo molti prevede finanziamenti pubblici e deroghe economiche solo per le scuole statali): “Occorre avere il coraggio – conclude la Suora – di andare contro l’aneddotica e mettere al centro i problemi, in uno spirito di trasversalità che punta dritto alla risoluzione dei problemi”.