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Le nuove frontiere del Business Digitale, ma come può la scuola stare dietro a queste innovazioni così rapide?

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Token, equity crowdfunding NFT e DeFi, parole sconosciute ai più che stanno entrando prepotentemente nel gergo del business digitale e che saranno sempre più utilizzate soprattutto dai giovani studenti di oggi.

Il fenomeno del Business Digitale

Parliamo di quella spinta economica che passa sotto il termine di Business digitale la nuova frontiera dei creator economy. Token, equity crowdfunding e DeFi sono termini nuovi che dovranno necessariamente essere inseriti all’interno dei programmi scolastici perché potrebbero essere il pane quotidiano dei ragazzi di oggi nei prossimi anni.

Un fenomeno quello del business digitale in forte crescita: a spiegarlo sono i dati: 16,4 miliardi di dollari è il valore del mercato generato dagli influencer nel 2022; la cifra sale a 104 miliardi se si estende il ragionamento alla creator economy considerato che almeno 50 milioni di persone, oggi, lavorano come “creators” una professione completamente sconosciuta fino a qualche anno fa.

L’equity crowdfunding è una forma di crowdfunding operata attraverso piattaforme online in cui, a fronte di un investimento anche di modesta entità, l’azienda oggetto della campagna di raccolta di capitali riconosce all’investitore un titolo di partecipazione della società stessa.

L’acronimo DeFi, è invece l’abbreviazione dell’espressione inglese decentralized finance (finanza decentralizzata), è in sostanza un termine generale che si usa per indicare i servizi finanziari peer-to-peer eseguiti su blockchain pubbliche.

Gli NFT sono certificati digitali che conferiscono proprietà e autenticità ad un oggetto fisico o digitale.

Il fisico si unisce al digitale

Si tratta di token legati ad un’esperienza che può essere sia fisica che digitale come potrebbe essere fruire del backstage del cantante preferito, in cui tutto il processo fino alla realizzazione dell’esperienza è garantito da un processo di marketplace, basati appunto sulla tecnologia Blockchain.

Come TDS abbiamo approfondito la tematica con una delle tech company che stanno portando avanti con successo questa esperienza di vendita innovativa. Parliamo di Chainlab che in questo progetto sta lavorando insieme all’agenzia di marketing Velvet Media. Insieme hanno realizzato una piattaforma chiamata Notable, destinata a parere dei loro creatori a cambiare il rapporto tra influencer e fan in quanto è in grado di fondere la realtà fisica da quella digitale che per la prima volta diventano una cosa sola.

Grazie a questa piattaforma che in sostanza è una innovativa marketplace “sarà possibile creare, vendere e scambiare non fungible token, focalizzato però su un particolare tipo di asset: l’eNFT”.

Una soluzione a detta di Andrea Zaniolo chief innovation officer di Velvet Media “in grado di portare il concetto di phygital negli eventi, trasformandoli da fisici a virtuali”. In questo modo si dà la possibilità da una parte al fan di avvicinarsi ai loro idoli e all’influencer di guadagnare in maniera diretta dalle proprie creazioni.

Dunque, il business degli eNFT è pronto a decollare anche in Italia. “In questa fase iniziale e di test, hanno manifestato il loro interessamento una cinquantina di influencer, che complessivamente rappresentano oltre due milioni di follower e che metteranno a disposizione una decina di esperienze diverse”, conclude Luca De Zordo, ceo di Notable. “Per loro è un business. Infatti, l’utente, una volta acquistato il token, potrà anche valutare un investimento di medio-lungo termine, conservando il token sulla piattaforma o nel proprio wallet personale. Se dopo un certo periodo di tempo la popolarità dell’artista dovesse crescere, i suoi NFT aumenteranno di valore, e l’acquirente potrà rivenderli”.

Cosa può fare la scuola?

La rivoluzione digitale è ormai ad un punto di non ritorno ed investe vari ambiti.

Stare al passo, rapidissimo, di queste evoluzioni non è facile per nessuno, neanche per un gigante come l’universo scolastico, ma è sicuramente importante che i ragazzi imparino cosa è possibile fare oggi con questi nuovi strumenti, pur andando in deroga ai programmi ministeriali. Magari facendo intervenire in aula giovani professionisti che possono per un giorno sostituirsi ai docenti e portare la loro esperienza diretta di questi nuovi lavori.