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Le riforme vanno fatte dal basso: solo la base conosce i problemi della scuola

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È sempre la scuola a tenere banco l’estate di quest’anno e soprattutto le ansie dei precari che attendono le nomine a far parlare molto sotto gli ombrelloni e nei luoghi di vacanza?

Molte sono le questioni aperte sul mondo scolastico tra cui il rinnovo del contratto, le assunzioni a tempo indeterminato, la stagione dei concorsi e tante altre incombenze che certamente guasteranno le vacanze dei precari alle prese con le convocazioni da parte degli Uffici Scolastici Territoriali che li costringerà a stare incollati ad un computer a consultare date, orari e circolari che saranno via via sfornate.

È saranno sempre alcuni strascichi della “Buona Scuola” a tenere banco con le sue storture ed incongruenze, dal momento molti nodi di quella legge sono col tempo venuti al pettine ed hanno evidenziato che il giocattolo, tessuto e ricamato presenta diversi punti oscuri anche al legislatore.

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Mobilità (trasferimenti provinciali ed interprovinciali e precedenze con legge 104/92), bonus premiale: si tratta di un bel minestrone inserito tra un articolo e duecento commi della legge della Buona Scuola, che non seguono in alcuni passaggi un criterio logico. L’obiettivo è stato fin dall’inizio molto chiaro, ossia quello di fare in fretta una legge di riordino del sistema scolastico per dare una risposta agli obiettivi e standard formativi richiesti dall’Unione Europea. Si tratta di una riforma di facciata, ossia aggiustare il giocattolo per poi riaggiustarlo e romperlo nuovamente.

Si sono prodotte nel tempo soltanto riforme deleterie che non sono andate nella direzione di un miglioramento del sistema scolastico italiano ma unicamente nella direzione di far vedere agli altri che anche noi siamo stati in grado di riformare il sistema.

Come? In che modo? Con quali ricadute sulla realtà degli alunni, dei docenti, delle famiglie? Chissà. Comunque le riforme vanno fatte dal basso perché soltanto la base conosce a fondo i gravi e atavici problemi della scuola.

Non abbiamo bisogno di nomi altisonanti, di super esperti dell’economia e della finanza mondiale per fare un progetto di riforma. Si ha la contezza che questa riforma ci sta inesorabilmente portando verso un analfabetismo di ritorno, verso un qualcosa che sarà continuamente fatto e rifatto.

Occorre, quindi, senza remore svegliarsi e rimboccarsi le maniche cercando di salvare il salvabile, perché altrimenti la formazione e l’istruzione dei nostri figli sarà sempre più scadente. Altro che miglior sistema scolastico al mondo!

 

Mario Bocola