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Le stampanti 3D nella didattica delle scuole italiane

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L’uso delle stampanti 3D nella didattica delle scuole italiane ha ricevuto maggiore visibilità sulla stampa nazionale nei seguenti progetti: “FabLab a Scuola”, “FaberSchool” e “RepRap”. Fablab è un laboratorio di prototipazione aperto a tutti, in cui la tecnologia è collaborativa e, soprattutto, diffusa.

Un’azione didattica che può essere paragonata alle botteghe di un tempo, vero nodo di un’economia locale, in grado di unire tutti gli attori di un territorio.

In particolare “ Fablab a scuola “ è un progetto che nasce sul territorio: le scuole, le banche, le istituzioni pubbliche. Un progetto che si rivolge anche alle famiglie, agli educatori, alle imprese e ai makers, i nuovi artigiani digitali. In questo contesto è possibile contribuire allo sviluppo di Fablab a scuola cercando studenti che vogliano raccontare il progetto, educatori e genitori che ne diventino ambasciatori, imprese che ne vogliano far parte e makers, pronti ad adottare i fablab. Nel secondo esempio Coming Tools (partner fornitore di hardware) procede alla formazione dei docenti, 3 per ogni istituto che dovranno affiancare i ragazzi nell’uso delle stampanti 3D cedute alle scuole in comodato d’uso.

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Le stampanti, diverse fra loro, sono in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative di ogni diversa scuola coinvolta: basic per i licei, leggermente avanzata per le scuole tecnico / professionali.

Da sottolineare che le scuole coinvolte nel progetto saranno riconosciute “FaberSchool” con apposito protocollo siglato tra Confartigianato Imprese Varese, Provveditorato agli Studi della Provincia di Varese e le singole scuole. Infine, il progetto RepRap dove l’obiettivo dichiarato è quello di produrre un dispositivo autoreplicante che dia la possibilità, a chiunque disponga di una piccola somma di denaro, di avere a disposizione un piccolo sistema produttivo, tramite il quale poter creare da sé gli oggetti di cui si necessita per la vita di tutti i giorni.

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