Come sempre accade la legge di bilancio va esaminata con attenzione perché i comunicati ufficiali non dicono tutto.
Per esempio, da diversi anni a questa parte le leggi finanziarie prevedono misure finalizzate a “ritoccare” le spese dei singoli ministeri (si tratta della cosiddetta “spending review”).
Quest’anno queste misure sono previste dall’articolo 129 e riguardano sia la spesa corrente che quella per gli investimenti.
Per la scuola si parla di 53 milioni in tre anni per la spesa corrente (16 per il 2026, 17,5 per il 2027 e poco meno di 20 dal 2028 in avanti).
Più consistente il “taglio” delle spese in conto capitale: quasi 570 milioni in tre anni (125,5 milioni nel 2026, poco meno di 208 nel 2027 e 234 nel 2028).
Le riduzioni maggiori riguardano l’edilizia e la sicurezza degli edifici scolastici: si tratta di quasi 480 milioni.
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