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17.10.2026

Legge di bilancio: sindacati pronti a scioperare, per il momento ci sono l’annuncio di Landini (Cgil) e USB per il 20 novembre. Il 4 dicembre sciopero di Cub, Unicobas e sindacalismo di base

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil

La strada per l’approvazione della legge finanziaria, di cui peraltro poco si sa in questo momento, sarà lunga e tortuosa anche perché si preannuncia disseminata di scioperi e proteste.
Poche ore fa il segretario generale della Cgil ha fatto sapere che il suo sindacato intende proclamare uno sciopero generale per il 20 novembre, in concomitanza con la manifestazione nazionale già annunciata dagli studenti.

Nel mirino della Cgil con soprattutto il Governo, la precarietà e le riforme istituzionali.

Nel suo intervento, il leader della Cgil sottolinea la necessità di dare continuità alla protesta già  in atto e di trasformare la mobilitazione in un percorso di cambiamento. L’obiettivo, spiega, è riportare al centro dell’agenda politica il lavoro, i diritti e la giustizia sociale.

Particolare attenzione viene dedicata ai giovani e alle difficoltà che incontrano nel mondo del lavoro, a partire dalla precarietà. Landini riconosce la distanza tra la propria esperienza generazionale e quella dei ragazzi di oggi: «Io la precarietà non l’ho vissuta», ammette, ricordando di aver beneficiato di diritti conquistati dalle generazioni precedenti.

Da qui l’appello alla responsabilità degli adulti: «Non è il momento di chiedere ai giovani di battersi, è il momento che noi ci battiamo per ottenere i diritti che loro non hanno».

L’attacco alle riforme del governo

Nel mirino di Landini finiscono anche le scelte del governo in materia istituzionale, con riferimenti alla legge elettorale e all’autonomia differenziata. Secondo il segretario della Cgil, le riforme in discussione rischiano di allontanare il Paese dai principi costituzionali.

«Hanno in testa una cosa molto precisa: uscire dalla nostra Costituzione e cancellarla», sostiene Landini, criticando quella che considera una trasformazione dell’assetto democratico della Repubblica.

Il leader sindacale contrappone alla prospettiva evocata dalla maggioranza una visione fondata sulla partecipazione democratica e sulla centralità del lavoro. Nel suo intervento parla del rischio di una Repubblica «non democratica ma autoritaria, non fondata sul lavoro ma sul mercato e sullo sfruttamento del lavoro».

Per la stessa giornata è previsto anche uno sciopero più specifico, di scuola e pubblico impiego, proclamato da USB.

Ma non è finita, perché per il 4 dicembre è in programma un’altra astensione dal lavoro, anche questa di carattere generale, promossa Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas, Sbm, Sgc, Unicobas e a cui hanno già aderito Slai Cobas, Fao Cobas, Slai Prol Cobas, Al Cobas.
Molto articolata la piattaforma rivendicativa.
Al primo posto ci sono aumenti di almeno il 20% (300 Euro mensili) delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato, nonché dei pensionati; salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora; reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita.
Ma c’è spazio anche per la Pace, a partire dal Medioriente e dall’Europa, per gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, messa in sicurezza dei territori.

    Senza dimenticare le storiche richieste del sindacalismo di base, dalla abrogazione della legge 146/90 all’approvazione  di una legge democratica sulla rappresentanza sindacale.

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