A Didacta 2026, a Lanciano, ai microfoni della Tecnica della Scuola, il ricercatore Indire Francesco Vettori ha illustrato il progetto dell’istituto sulle diverse modalità di lettura, nato per rispondere alle difficoltà di comprensione del testo scritto. La domanda di partenza, ha spiegato, è se il modo in cui si legge condizioni la possibilità di capire: la risposta, a suo giudizio, è affermativa, e la lettura ad alta voce si rivela una risorsa preziosa: favorisce infatti la comprensione nei contesti di scarsa padronanza della lingua e il coinvolgimento del lettore.
Vettori ha ricordato che le prime forme di lettura, dopo l’invenzione dell’alfabeto, erano proprio ad alta voce, rivolte a chi non sapeva leggere. Oggi, ha osservato, la scuola non deve soltanto alfabetizzare, come fece dopo l’Unità d’Italia, quando gli analfabeti erano il 78% e in alcune regioni il 98%, ma chiarire come e perché si legge, esplicitando i benefici della lettura. Non è affatto scontato, ha aggiunto, che si legga da soli, in silenzio e con gli occhi.
Nei CIPIA, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti frequentati da persone con poca padronanza dell’italiano, si leggono ad alta voce testi complessi e si usano gli albi illustrati, che associano immagini e testo e fanno emergere il vissuto personale. Al progetto collabora dallo scorso anno anche la Sapienza. Il tema, richiamando il decreto legge 170, riguarda anche gli alunni stranieri che non conoscono l’italiano: sono loro, ha spiegato, i primi a pagare le conseguenze di una lingua poco padroneggiata.
Secondo il ricercatore, leggere ad alta voce coinvolge di più gli studenti, attiva immaginazione e memoria e offre punti di vista diversi. Un approccio coerente, ha sottolineato, con le definizioni internazionali di literacy, per cui sa leggere chi comprende, ma anche chi sa usare il testo, scegliere quelli che lo interessano e farsi coinvolgere. La lettura rientra, ha spiegato, tra le competenze definite oggi non cognitive, che toccano l’esperienza del lettore. Vettori ha citato il metodo del professor Battini, che prevede almeno una o due ore settimanali di lettura ad alta voce in tutte le discipline, con benefici sulla classe e sul clima scolastico che sarebbero sostenuti da evidenze scientifiche. Per la formazione dei docenti auspica un piano più strutturato dal prossimo anno, con informazioni sul sito di Indire, nella sezione dedicata alla lettura.