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Prima Ora | notizie del 9 luglio

09.07.2026

Lettura, i più giovani trainano la passione per i libri: oltre la metà dei bambini legge ogni giorno. Resta alta la quota di non lettori tra gli adulti

Se tra gli adulti la lettura continua a perdere terreno, tra i più giovani emergono segnali incoraggianti. Oltre la metà dei bambini tra 0 e 5 anni legge, sfoglia o colora libri ogni giorno fuori dall’orario scolastico, mentre quasi un ragazzo su tre fino ai 24 anni frequenta regolarmente le biblioteche. Sono dati evidenziati da una recente indagine Istat che confermano come il contatto con i libri nei primi anni di vita e la presenza di spazi dedicati alla lettura rappresentino un investimento fondamentale per costruire nuovi lettori.

L’importanza della famiglia

Il ruolo della famiglia resta determinante. Quasi quattro bambini su dieci condividono quotidianamente la lettura con la madre e uno su quattro con il padre. Le bambine risultano più coinvolte dei coetanei maschi e le attività di lettura sono più diffuse nelle famiglie con un livello di istruzione elevato. Tra i titoli preferiti dai più piccoli spiccano fiabe e favole, seguite dai libri illustrati e da quelli dedicati alla natura e agli animali.

Il ruolo delle biblioteche

Anche le biblioteche confermano la loro funzione di presidio culturale. Nel 2025 il 15,1% della popolazione italiana le ha frequentate almeno una volta nell’anno, tornando ai livelli precedenti alla pandemia. I giovani sono gli utenti più assidui: quasi il 31% delle persone fino ai 24 anni utilizza questi spazi e, tra bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, circa uno su tre entra in biblioteca almeno una volta all’anno. Oltre al prestito dei libri, le biblioteche sono sempre più luoghi di studio, incontro e partecipazione ad attività culturali.

Accanto ai dati positivi, resta però evidente il problema della scarsa diffusione della lettura nel Paese. Nel 2024 oltre 23 milioni di italiani con almeno sei anni di età dichiarano di non aver letto nemmeno un libro nei dodici mesi precedenti. I non lettori sono soprattutto uomini, persone con più di 55 anni, cittadini con un basso livello di istruzione e residenti nel Mezzogiorno.
Tra coloro che non leggono, quasi uno su quattro racconta di aver abbandonato un’abitudine coltivata in passato. La motivazione più frequente è la noia o il disinteresse verso i libri (35%), seguita dalla mancanza di tempo libero (26,3%), dalla preferenza per altri svaghi e dall’utilizzo di altri mezzi di comunicazione, come televisione, cinema e social media.

Chi non legge trova la lettura poco interessante

Proprio tra gli adolescenti emerge uno degli aspetti più delicati. Oltre la metà degli undicenni e dei ragazzi fino ai 17 anni che non leggono dichiara di considerare la lettura poco interessante. Tra i giovani adulti si aggiunge il peso degli impegni quotidiani, mentre nelle età centrali della vita il lavoro e gli obblighi familiari rappresentano il principale ostacolo. Per gli anziani, invece, incidono soprattutto problemi di salute e difficoltà visive.
Le differenze territoriali restano marcate anche nell’accesso alla cultura. Nel Centro e nel Nord si registrano livelli di lettura e di frequentazione delle biblioteche più elevati rispetto al Mezzogiorno, dove la partecipazione culturale continua a essere più contenuta.

Negli ultimi anni è cresciuto anche l’utilizzo dei servizi bibliotecari online. Nel 2025 il 6,6% della popolazione ha consultato cataloghi digitali, prenotato prestiti o usufruito di altri servizi via Internet. L’accesso digitale, ormai consolidato dopo l’esperienza della pandemia, contribuisce a ridurre le distanze territoriali e amplia le opportunità di fruizione.

Il quadro complessivo racconta dunque un’Italia divisa. Da una parte permane un’ampia fascia di popolazione adulta lontana dalla lettura; dall’altra, bambini, ragazzi e biblioteche offrono segnali incoraggianti. Rafforzare queste esperienze e sostenere il ruolo delle famiglie, della scuola e delle biblioteche può rappresentare la strada più efficace per trasformare l’interesse dei più giovani in una duratura abitudine alla lettura.

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