La reintroduzione della leva militare obbligatoria, abolita nel 2004, continua a dividere profondamente gli italiani. Secondo un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economico-politiche, presentato durante la trasmissione L’Aria che Tira su La7, il 47% degli intervistati si dice favorevole, mentre la maggioranza mantiene una posizione contraria. Tra chi appoggia l’ipotesi del ritorno alla coscrizione, il 26,2% immagina un servizio di 12 mesi; dall’altro lato, il 21,5% dei contrari propone una formula esclusivamente volontaria.
Il clima geopolitico pesa sulle opinioni dei cittadini: per il 32,6% degli intervistati l’attuale scenario internazionale influenza “abbastanza” il loro punto di vista, mentre per il 30,9% incide solo in minima parte. Il contesto globale, dunque, entra nel dibattito interno ma non ne determina completamente gli orientamenti.
Il sondaggio evidenzia un cambiamento culturale significativo. Tra i favorevoli alla reintroduzione, il 64,7% ritiene che l’obbligo debba riguardare tanto gli uomini quanto le donne. Inoltre, oltre la metà (54%) pensa che il servizio debba iniziare al compimento dei 18 anni, mentre il 30% auspica la possibilità di scegliere tra servizio civile e militare.
Le motivazioni dietro le diverse posizioni delineano due visioni contrapposte. Il 57% dei favorevoli vede nella leva uno strumento di educazione, disciplina e rispetto per le nuove generazioni.
Chi si oppone, invece, punta sull’esigenza di investire maggiormente in istruzione e formazione (35%) e sostiene che attività così delicate debbano essere affidate a professionisti consapevoli dei rischi (30%).