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05.12.2025

Leva obbligatoria, la maggioranza degli Italiani è contraria. Tra i favorevoli, il 57% pensa che insegnerebbe l’educazione e il rispetto ai ragazzi

La reintroduzione della leva militare obbligatoria, abolita nel 2004, continua a dividere profondamente gli italiani. Secondo un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economico-politiche, presentato durante la trasmissione L’Aria che Tira su La7, il 47% degli intervistati si dice favorevole, mentre la maggioranza mantiene una posizione contraria. Tra chi appoggia l’ipotesi del ritorno alla coscrizione, il 26,2% immagina un servizio di 12 mesi; dall’altro lato, il 21,5% dei contrari propone una formula esclusivamente volontaria.

L’ombra dei conflitti internazionali

Il clima geopolitico pesa sulle opinioni dei cittadini: per il 32,6% degli intervistati l’attuale scenario internazionale influenza “abbastanza” il loro punto di vista, mentre per il 30,9% incide solo in minima parte. Il contesto globale, dunque, entra nel dibattito interno ma non ne determina completamente gli orientamenti.

La leva anche per le donne

Il sondaggio evidenzia un cambiamento culturale significativo. Tra i favorevoli alla reintroduzione, il 64,7% ritiene che l’obbligo debba riguardare tanto gli uomini quanto le donne. Inoltre, oltre la metà (54%) pensa che il servizio debba iniziare al compimento dei 18 anni, mentre il 30% auspica la possibilità di scegliere tra servizio civile e militare.

Tra disciplina e investimento sui giovani

Le motivazioni dietro le diverse posizioni delineano due visioni contrapposte. Il 57% dei favorevoli vede nella leva uno strumento di educazione, disciplina e rispetto per le nuove generazioni.

Chi si oppone, invece, punta sull’esigenza di investire maggiormente in istruzione e formazione (35%) e sostiene che attività così delicate debbano essere affidate a professionisti consapevoli dei rischi (30%).

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