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Lezioni private e interrogazione parlamentare: l’Us del Friuli chiede spiegazioni ai presidi

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Il due maggio scorso dall’Usr del Friuli è partita una lettera ai dirigenti scolatici chiedendo loro di vigilare e controllare su questo fenomeno,  invitando pure genitori  e studenti a riferire su eventuali accadimenti di tale portata, sulla base proprio dell’interpellanza.
Ma non è finita. Il movimento dei consumatori del Friuli, nel proprio sito, invita sempre studenti e genitori a fornire i costi che gli insegnanti impongono nonché se costoro rilasciano regolare ricevuta fiscale. 
L’aspetto singolare di tutta questa vicenda, crediamo, stia tutta acquattata sulla interrogazione dell’on Lauro che invece di chiedere provvedimenti contro i docenti che danno lezioni private di ripetizione, non abbia chiesto al Miur come mai i corsi di recupero, che ogni scuola dovrebbe attivare per mettere in carreggiata gli alunni, siano così limitati nelle ore e nei pagamenti. 
Allo stresso modo il movimento dei consumatori dovrebbe pure segnalare con quali modalità gli insegnanti dovrebbero pagare le tasse per le lezioni private che danno a studenti bisognosi di recupero.
Sicuramente indigna il fatto che ci possa essere scambio, finalizzato al lucro, di “clienti” fra insegnanti di una scuola e l’altra e fra un docente e l’altro della stessa scuola, come fa rilevare una nota, ma la paura di perdere l’anno o di fare abbassare i crediti scolastici ha attizzato questo commercio che per qualche anno parve sparire.
 Piuttosto di fomentare caccia all’untore, con possibilità di denuncie anche anonime, non sarebbe meglio aumentare le ore curriculari, così drasticamente diminuite dal riordino di Gelmini, o la permanenza a scuola nel pomeriggio  per affrontare i temi più importanti che magari di mattina non è stato possibile né verificare né elaborare?

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