Prima Ora | Notizie scuola del 14 maggio 2026

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Stop a Marx e a Spinoza nei programmi di filosofia?

Mi preoccupa, in qualità di docente e cittadino, l’orientamento delineato dal Ministro del Merito e dell’Istruzione, che sembra promuovere una scuola sempre più orientata verso l’aspetto tecnico, trascurando la riflessione e gli spazi di dialogo condiviso. Dopo aver escluso “I Promessi Sposi”, ora mi interrogo su cosa renda Spinoza e Marx figure temute.

Nella sua opera “Etica”, Spinoza identifica Dio con la natura, proponendo un materialismo integrale in cui la ragione diventa l’unico vero criterio di libertà per l’essere umano.
Lo stesso Spinoza critica l’utilizzo della religione come strumento di controllo politico guardando alla democrazia come l’unica forma di governo conviloante per la natura umana. Queste idee, probabilmente scomode e di un attualità imbarazzante,perché non dovrebbero essere studiate? Tranne se ci vogliamo arrendere parafrasando Pasolini ad una società di consumatori, piuttosto che di cittadini consapevoli.

Se penso a Marx, la cui opera è stata rivalutata anche da filosofi, economisti e intellettuali di destra, mette in luce, in modo ineluttabile, che ogni prodotto a maggior ragione oggi in un sistema globale porta con sé il sacrificio umano e lo sfruttamento di persone. Ci invita a riflettere sul fatto che l’attuale società capitalista e tecnica, non rappresenta l’ultima fase della storia e delle relazioni sociali. È possibile “lottare “per un mondo in cui i bisogni di tutti siano soddisfatti e in cui la libertà culturale e i diritti (salute,salario,casa ecc)siano sostanziali e non solo formali. Queste idee, probabilmente rivoluzionarie, sono chiaramente inaccettabili per coloro che detengono il potere economico e politico, il secondo(quello politico), come previsto dallo stesso Marx nel “Capitale”, perde sempre più autorevolezza di fronte all’egemonia economica e aggiungo della tecnica.

Escludere Spinoza e Marx dai programmi scolastici dei licei, invece di incrementare le ore dedicate alla filosofia , rappresenta un atto tipico di un regime debole e privo di una coscienza plurale .Intollerabile perché La scuola ha il compito di formare cittadini attivi e culturalmente attrezzati ,critici, piuttosto che “consumatori” passivi in un contesto ineluttabile.

Come affermava Gramsci(anche lui non verrà studiato): “La cultura è un elemento fondamentale per la creazione di una nuova coscienza collettiva”.
E non è una questione di destra o di Sinistra,ma riguarda tutti e il futuro stesso che stiamo dando alla nostra società.

Peppe Di Cristina
Assessore Cultura comune di Gela, responsabile scuola e Cultura PD Sicilia, membro della direzione nazionale PD

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