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Libri di testo e “tetti” non rispettati: il Miur fa partire controlli a tappeto

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Malgrado i rigidi tetti ministeriali, i blocchi sessennali di rinnovo e l’introduzione graduale delle versioni on line, anche quest’anno con l’avvio della nuova stagione scolastica si torna a parlare di aumenti dei libri di testo. A lanciare l’allarme è bastata una piccola inchiesta, pubblicata il 18 agosto su un quotidiano nazionale: confrontando le liste dei testi di dieci istituti superiori di tutta Italia con i tetti imposti dal Miur, Il Messaggero’ ha dovuto prendere atto che “su 78 classi visionate ben 48 superano il limite indicato da viale Trastevere, oltre il 60% del totale. Si va da pochi spiccioli, 10-20 euro di sforamento, a oltre 100, una mazzata per mamma e papà. Avviso ai genitori: in vista della ripresa della scuola dovranno armarsi di calcolatrice, santa pazienza e un pizzico di rassegnazione. Il caro-libri, infatti, quest’anno sarà pressoché inevitabile, in particolar modo per chi ha un figlio iscritto in prima superiore , dove partono i nuovi indirizzi della riforma Gelmini con nuovi programmi e, dunque, anche libri nuovi di zecca”. E a ben poco è servita la novità, prevista dalla Legge 133/08, che nel 2011 avrebbe dovuto portere all’adozione di testi completamente, o in parte, scaricabili da Internet. Per il quotidiano l’editoria elettronica si starebbe rivelando, almeno sino ad oggi, a dir poco deludente. “L’anno scorso fu il flop del libro misto, quest’anno ce ne sono di più, soprattutto per le materie scientifiche, confermano dalle librerie. Ma costano più o meno quanto un libro normale. Anche per questo ci sono liste che sforano di molto i tetti ministeriali come quella della I B del liceo Albertelli di Roma: per 19 testi parliamo di 426,6 euro, oltre 100 sopra il limite. Sempre a Roma, al liceo scientifico Kennedy, la spesa ammonta, in I A, a 397,45 euro, il che fa quasi 93 euro di sforamento”. La ciliegina sulla torta dei rincari è poi arrivata con i nuovi programmi delle superiori, che ha portato fuori commercio tutti i testi sinora utilizzati dagli studenti.
Appena ventiquattrore dopo, l’inchiesta trova conferme da una analoga prodotta dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che registra in media un incremento medio annuo di spesa del 5%. Una famiglia, fanno rilevare dall’associazione, “spenderà per i testi del proprio figlio dai 450 ai 486 euro, con una media di 468 euro”. Una quota, comprendente l’acquisto di un dizionario di italiano più un altro di lingua straniera, che anche in questo caso sfora i limiti indicati da viale Trastevere.
La polemica assume così dei toni sempre maggiori. Tanto che nella stessa giornata il Miur decide di emettere un comunicato attraverso cui spiega che “per il prossimo anno scolastico 2010/2011, il tetto di spesa previsto per i libri di testo nella scuola secondaria superiore e segnalato dal Ministero dell’ Istruzione resterà invariato. L’entrata in vigore della riforma delle scuole superiori non comporterà nessun aumento per tutelare le famiglie dal fenomeno del caro libri”. Con l’occasione si sottolinea anche che “i provvedimenti introdotti dal Ministero che permetteranno nei prossimi tre anni un risparmio fino al 30% sull’acquisto dei testi scolastici, sono: l’introduzione dei tetti di spesa per le scelte dei libri da parte degli insegnanti”, in modo tale da “tenere maggiormente sotto controllo il prezzo dei testi e andare incontro alle richieste delle famiglie”; la scelta degli stessi testi che i docenti non potranno cambiare “per 5 anni nella scuola primaria e per 6 in quella secondaria; gli e-book scaricabili da internet”, individuati dagli insegnanti.
Il Miur specifica poi che “a differenza di quanto previsto per la scuola primaria, la normativa per la scuola superiore non attribuisce al Ministero alcun potere di fissare il prezzo dei libri scolastici, che negli ultimi tre anni è rimasto invariato, e che è invece soggetto alle scelte degli editori. Il Ministero può solo fissare il tetto di spesa nella scelta dei testi che gli istituti non possono oltrepassare. A questo proposito ha attivato una serie di controlli su tutto il territorio nazionale per verificare che non ci siano violazioni e la soglia stabilita venga rispettata”.
In attesa delle verifiche ministeriali Federconsumatori, ha indicato qualche ‘trucco’ per limitare i danni al budget familiare: “si possono acquistare i testi ai mercatini dell`usato, anche su internet, facendo attenzione però alle edizioni aggiornate, approfittare delle promozioni di librerie, punti vendita e ipermercati che, ad esempio, offrono buoni sconto anche del 20% e un dizionario in omaggio. Iniziative particolari per risparmiare sono ad esempio ‘Book in progress’, promossa dall`Istituto Tecnico Industriale Statale Ettore Majorana di Brindisi, che prevede la realizzazione di testi ‘autoprodotti’, cioè dei libri di testo scritti dai docenti e stampati all`interno dell`Istituto stesso. Il progetto si è esteso oggi, a 14 scuole, interessando circa 4000 alunni. Grazie a questa iniziativa, le famiglie degli studenti potranno ottenere, per la dotazione libraria, un risparmio di oltre 250 euro”.
L’associazione mette in guardia le famiglie pure per l’aumento non sempre giustificato del “corredo” per mandare i figli a scuola. In crescita rimangono i prodotti più legati alle serie televisive o ai cartoni animati del momento. Anche in questo caso Federconsumatori dispensa consigli, utili a “risparmiare anche il 20-30%”. Il segreto “è confrontare con attenzione i prezzi e stare attenti alle offerte: dai kit scuola (zaino, astuccio e diario) a partire da 29,00 euro, all`opportunità di ottenere degli sconti ‘rottamando’ lo zaino dell`anno precedente. Alla spesa iniziale per il nuovo anno scolastico, vanno aggiunti poi i costi da sostenere durante l`anno per i ricambi – quaderni, album da disegno, penne, matite, colori, accessori – per i quali si arriva a spendere anche 250-300 euro. Meglio quindi fare una scorta adesso approfittando delle numerose offerte. Complessivamente comunque, la spesa per il corredo scolastico iniziale più i ‘ricambi’ da utilizzare durante l`anno, si attesta in media a 450 Euro, il 3% in più rispetto allo scorso anno”. Che sommati ai 468 euro dei testi fanno oltre 900 euro a studente. Un’esagerazione. Che moltiplicata per milioni di studenti ha sempre più il sapore del business.