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18.08.2025

Libri di testo: fino a 700 euro a figlio. L’annuale stangata?

Pasquale Almirante

Come ogni anno, a fine agosto, si inizia a fare i conti con la prossima apertura delle scuole e dunque coi costi che essa impone, a partire dai libri di testo, a parte certamente i cosiddetti componenti aggiuntivi, il kit insomma: dai quaderni agli zaini alle penne e così continuando, compresi i nuovi apparati elettronici che i ragazzi richiedono per non rimane indietro rispetto alle novità tecnologiche immesse sul mercato in coincidenza con la fine delle ferie.

Secondo quanto viene pubblicato dalle agenzie, dal Tg24 al Codacons al Messaggero e altre testate, anche quest’anno dunque (e forse soprattutto) le famiglie italiane si troveranno, all’apertura delle scuole, difronte a una nuova stangata, riferendosi per questo al report promosso dell’associazione dei consumatori Adoc.  

Secondo quanto viene pubblicato, tra libri di testo e kit scolastico si arriverà a spendere fino a oltre 700 euro a figlio, una cifra record, del 5% più alta rispetto ai massimi dell’anno scolastico 2024/2025. 

Sembra inoltre che sul fenomeno, che poi è fenomeno annuale ormai e forse del tutto incontenibile visti gli aumenti su tutti i panieri possibili dell’inflazione, starebbe indagando l’Antitrust, mentre un’analisi pubblicata nell’ultimo bollettino settimanale dell’Agcm si legge che dal 2019 a oggi si sono registrati aumenti medi di circa il 4% per l’intero ciclo scolastico delle medie e di oltre il 5% per le superiori. 

Nello stesso periodo, ogni anno, ogni dieci libri in media uno è stato ripubblicato con una nuova edizione, magari apportando modifiche non significative, anche per responsabilità di indicazioni nazionali cambiate più volte

Secondo quanto si legge, l’Authority avrebbe “registrato l’utilizzo da parte degli editori di piattaforme proprietarie per i testi digitali e limiti di fruizione delle risorse digitali, ma anche sconti limitati e alcuni ostacoli al mercato dell’usato”. 

Secondo Agcm, negli ultimi anni la spesa per l’acquisto di libri di testo sarebbe schizzata in avanti a fronte di un calo progressivo della popolazione studentesca e già lo scorso anno il giro d’affari nell’editoria scolastica si è attestato intorno agli 800 milioni di euro, mentre negli ultimi 5 anni le aule hanno subìto una riduzione di quasi 600mila unità, sette punti percentuali in meno sul 2019.

In altri termini, dal 2019 i rincari medi sui libri hanno toccato il 4% per le scuole medie e oltre il 5% per le superiori. E così il costo medio dei libri per la scuola media (al primo anno) si attesta a 355,23 euro, mentre per le scuole superiori (sempre al primo anno) si prevede un costo medio di 552,69 euro.

A queste voci si aggiunge il costo del kit scuola, dagli astucci ai diari, stimato in 132,30 euro. Si arriva così a spendere rispettivamente 487,53 e ben 685 euro, a cui bisogna poi conteggiare i costi per i dizionari specifici, i cui costi possono partire da 75 fino a 133 euro. 

Secondo il Codacons, l’incidenza del caro libri sui bilanci familiari deriva in parte anche dall’inefficacia di riforme fin qui adottate in tema di editoria scolastica, a partire dall’adozione dei libri digitali. Spetta ai collegi-docenti rispettare i tetti di spesa previsti dagli atti ministeriali per limitare l’impatto economico dei testi. 

Come evidenzia l’Antitrust, sulla quota di libri digitali adottati in ottica di risparmio mancano “idonei strumenti di controllo”. 

Oltre al mercato, gli stessi docenti confermano una preferenza verso i libri cartacei delegando di fatto gli ebook a un ruolo educativo marginale.

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