In questi giorni si sta discutendo molto del caro-libri.
L’AIE, Associazione Italiana Editori, sostiene che l’aumento medio dei prezzi dei libri di testo nel 2025 sia dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado, in linea con l’inflazione (1,7% a maggio su base annua, stima preliminare di Istat).
A queste affermazioni ha risposto Giuseppe D’Aprile, segretario generale Uil Scuola Rua, che ha così dichiarato: “Un tema importante che ha diretta incidenza sulle famiglie, che si trovano ad affrontare costi crescenti per l’istruzione dei loro figli. Le scuole programmano un anno per l’altro. A giugno si decide il piano di adozione dei libri di testo (le dotazioni) per l’anno successivo. La politica dovrebbe avere un orizzonte ancora più ampio e programmare misure e interventi economici di supporto con un raggio temporale di almeno un ciclo scolastico. Triennale o quinquennale”.
“Per far questo è indispensabile un’analisi dei bisogni e la personalizzazione degli interventi. Fondamentale è la progettazione e la risposta adatta ai diversi segmenti di scuola e alle esigenze familiari. Un’azione strutturata, gestita nei tempi, – ha concluso D’Aprile – in grado di offrire le misure di sostegno alle famiglie per garantire a tutti gli alunni le stesse opportunità formative. Passare dall’uguaglianza formale a quella sostanziale”.
Barbara Floridia, senatrice del M5s, ha parlato di una mozione sul contrasto al caro-libri: “Anche quest’anno – ha denunciato la senatrice – si solleva il grido d’allarme dal mondo della scuola sul caro libri. E anche quest’anno, puntualmente, il governo Meloni è assente. Il Movimento 5 Stelle è in primissima linea con la sua proposta per una dote educativa fino a €500 per una ampia platea di studentesse e di studenti, ma si possono valutare soluzioni di vario tipo come la deducibilità di queste spese. Il problema è che il governo su questo fronte come al solito non batte un colpo. A poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, le famiglie sanno già di dover affrontare l’ennesima stangata. Il costo dei libri di testo continua a crescere, come tutto del resto, senza che arrivi una risposta concreta. Non si tratta solo di manuali: il corredo scolastico, le spese accessorie, il mancato sostegno pubblico stanno rendendo sempre più difficile garantire davvero il diritto allo studio”.
“Lo vediamo anche in questi giorni con i centri estivi, diventati ormai un lusso per pochi. Un altro fronte su cui il governo ha scelto l’assenza, lasciando famiglie e territori da soli ad affrontare costi insostenibili. Per questo, nei prossimi giorni depositerò in Senato una mozione sul caro libri, per chiedere interventi immediati e strutturali: il sostegno alle famiglie, diffusione dei materiali digitali accessibili, rilancio dei comodati d’uso, detrazioni fiscali vere. La scuola pubblica deve tornare a essere uno spazio di uguaglianza. E per farlo servono scelte politiche chiare, non i silenzi a cui ci ha ormai abituato Giorgia Meloni” ha concluso la Floridia.
È di ieri il comunicato del Ministero che parla dell’aumento del fondo per l’acquisto dei libri di testo da parte delle famiglie meno abbienti: in base alla legge di bilancio del 2023, per l’anno 2024 erano stati stanziati 133 milioni di euro, a cui vanno aggiunti ulteriori 4 milioni di euro che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha destinato a tale finalità, a seguito dell’approvazione del decreto-legge 160 del 2024.
Il fondo è stato incrementato anche per il 2025 di 4 milioni di euro e, per il 2026 e 2027, di 6 milioni di euro. In termini percentuali si tratta di un aumento percentuale per il 2024 e il 2025 del 3% e per ciascuno degli anni 2026 e 2027 del 4,5%.
“Risorse che compensano abbondantemente l’aumento dei prezzi deciso dagli editori“, ha dichiarato il Ministro Valditara.