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Aggiornato il 28.01.2026
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Liceo del Made in Italy: equilibrio tra cultura umanistica e progettualità

Nel corso dei decenni, l’esigenza di formare studenti pronti ad affrontare le trasformazioni tecnologiche ed economiche ha orientato sempre più i curricoli verso l’ambito tecnico-professionale. Questo processo ha generato una società dotata di abilità operative, ma fragile sul piano culturale, intellettualmente più povera e quindi maggiormente esposta alla semplificazione e alla manipolazione. Il D.Lgs. 60/2017, finalizzato alla promozione della cultura umanistica in ogni ordine e grado di scuola, rappresenta il primo tentativo di dare delle risposte a queste fragilità. La scuola, infatti, non può limitarsi a essere un luogo di efficienza e tecnicalità, ma deve continuare a rappresentare uno spazio in cui lo studente possa incontrare la bellezza, la creatività, la complessità del pensiero, il patrimonio culturale del Paese. E ciò a prescindere dell’indirizzo di studio. In questa cornice si inserisce la nascita del Liceo del Made in Italy, una scuola capace di integrare con intelligenza la formazione giuridico-economica con la dimensione umanistica. La sua forza risiede nella capacità di coniugare il patrimonio dell’educazione liceale con una sensibilità moderna verso economia, diritto, impresa, progettualità e, soprattutto, territorio. Non un compromesso, dunque, ma una sintesi ragionata perfettamente in linea con i bisogni della società del XXI secolo.

I curricoli oggi in costruzione non rinunciano allo studio di letteratura, storia, arte e filosofia; al contrario, li intrecciano ai territori e alle loro eccellenze, trasformando figure letterarie, eventi storici, produzioni tipiche, tradizioni artigiane, arte e archeologia in conoscenze, competenze e progettualità. Le realtà locali diventano veri e propri laboratori che offrono agli studenti occasioni per comprendere e valorizzare ciò che spesso rimane ai margini della formazione.

Molte scuole stanno avviando collaborazioni con imprese, enti pubblici, università e centri di ricerca; nascono portali multimediali che raccolgono testimonianze culturali e produttive; si realizzano attività laboratoriali che mettono lo studente al centro di percorsi capaci di intrecciare radici e futuro. La cultura del territorio non è trattata come una sorta di archivio del passato, ma come una risorsa da interpretare e valorizzare. In questa prospettiva la formazione umanistica ritrova vigore, perché diventa chiave per comprendere non solo chi siamo stati, ma ciò che possiamo diventare.

Il Liceo del Made in Italy risponde a un bisogno del Paese: costruire una scuola che non sacrifichi la cultura alla tecnica, né la tecnica alla cultura. Una scuola capace di formare giovani colti, competenti, aperti al mondo produttivo e consapevoli della ricchezza dei territori, pronti a valorizzarli anche in chiave economica. Si tratta di un progetto formativo che si muove nella giusta direzione, anche se per alcuni aspetti deve ancora essere affinato e integrato, soprattutto sul versante della comunicazione digitale. Se il Made in Italy è uno dei pilastri economici, culturali e simbolici dell’Italia, un liceo che ne promuova la comprensione non rappresenta soltanto un semplice indirizzo di studio, ma una scelta strategica per il futuro del Paese. Una scelta che restituisce alla scuola la sua funzione più autentica: formare cittadini in grado di pensare, comprendere e trasformare la realtà senza perdere di vista il proprio orizzonte culturale.

Una scuola in cui sapere umanistico e sapere tecnico trovano il giusto equilibrio e, di conseguenza, favoriscono una formazione completa, capace di ampliare le prospettive e generare competenze spendibili nel prossimo futuro.

Giuseppe Iaconis

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