La scuola si potrebbe bloccare subito, astenendosi da domani da tutte le attività aggiuntive a tempo indeterminato, limitandosi a quanto dovuto e definito dal contratto di lavoro, ma i docenti non sono disposti a farlo anzi famno a gara ad accaparrarsi attività aggiuntive, salvo poi lamentarsi perché su queste attività pagano le tasse, si potrebbe far venir fuori il dissenso con uno sciopero di una giornata e con una partecipazione dell’80% , ma i docenti non sono disposti a farlo perché non vogliono la trattenuta della giornata di sciopero e affermano che lo sciopeto è inutile, poi ci sono i benaltristi che propongono sui social scioperi di più giorni ( es.bloccare la scuola per una settimana) con trattenute di 700 euro e oltre, questi scioperi ovviamente non si possono fare e i docenti non li farebbero mai e poi mai.
Si propongono cose impossibili per non fare cose possibili, è una vecchia tattica che usa chi non vuol far nulla.
Insomma nella scuola non si fa nulla e i sindacati sono ormai restii a proporre astensioni, scioperi, manifestazioni perché i docenti per il loro lavoro e i loro salari NON SONO DISPOSTI A FAR NULLA.
Anzi quando un sindacato propone uno sciopero o una manifestazione, per trovare giustificazione alla loro passività che scambiamo per sagacia e astuzia gli insegnanti iniziano, sempre sui social, dove sono perennemente seduti, una campagna di delegittimazione verso i sindacati di categoria a cui sono iscritti per il disbrigo di pratiche e che votano ogni tre anni nelle elezioni per il rinnovo delle RSU di istituto.
Hic stantibus rebus o se preferite, rebus sic stantibus, il resto sono solo chiacchiere e distintivo forse buone per riempire le pagine Facebook della scuola dalle più frequentate alle meno frequentate, ma certo per non cambiare la condizione lavorativa e retributiva dei docenti.
Io li accuso per la loro inedia, il loro individualismo, la loro incapacità di fare squadra, gli insegnanti sono i peggiori nemici di se stessi.
Libero Tassella (Scuola Bene Comune