Altro liceo di Roma, altro caso simile a quello che è esploso giorni fa: anche qui è spuntata un’altra “lista stupri”, stavolta con i nomi di due ragazze, poi cancellato con lo stesso pennarello indelebile nero appena usato per scrivere sul muro. Lo riporta La Repubblica.
La scritta è comparsa in un bagno maschile del liceo delle scienze umane. Questa volta il gesto, secondo la ricostruzione dei liceali del collettivo Asmara, non appare legato alla politica. Ci sarebbe, piuttosto, un’emulazione di quanto accaduto qualche giorno fa di un altro liceo, ma con uno sfondo denigratorio e sessuale. Era già successo anche a Lucca.
Lo confermano le parole degli studenti e delle studentesse: “Ancora una volta la violenza di genere viene sbeffeggiata, denigrata o ancora peggio glorificata. Non sono ragazzate, ma sintomi della società patriarcale e machista in cui i cosiddetti ‘bravi ragazzi’ nascono, crescono e si adagiano”. La dirigente scolastica non ha commentato.
Un episodio simile è stato registrato anche in un altro liceo classico e delle scienze umane: “Nel bagno delle studentesse è stata rinvenuta una scritta offensiva e allarmante riferita a una nostra alunna”, si legge nella circolare del dirigente scolastico, che ha parlato anche di “una lettera” trovata nel “libro di uno studente, contenente pesanti insulti rivolti a lui e alla sua famiglia”.
“Pretendiamo un cambiamento, lo vogliamo reale ed imminente”, aggiunge Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete studenti Medi Lazio. “Il ministro parla di punire i colpevoli, si inizia ‘la caccia all’uomo’ ma sono tutti colpevoli, in primo luogo le istituzioni che ci abbandonano, ci negano la necessità di instaurare un’educazione sessuo-affettiva ed al consenso all’interno delle nostre scuole, danno colpe a nemici immaginari pur di non ammettere un problema reale e sociale”.
“Un fatto grave, che va indagato e sanzionato duramente”. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva commentato così la vicenda della “lista delle ragazze da stuprare” rinvenuta nei bagni di un liceo di Roma. “Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”, ha detto ancora il ministro, citato da Fanpage.
Nel frattempo si indaga sull’autore dell’orrenda lista del primo liceo. A quanto pare, come riporta Il Messaggero, si tratterebbe di uno studente di quattordici anni. Oggi viene ascoltata in Questura la dirigente scolastica pronta a denunciare i responsabili. Due genitori dei nove ragazzi presi di mira (otto ragazze e un ragazzo) hanno già sporto denuncia, gli altri potrebbero presto fare lo stesso.
La pista seguita da chi indaga è infatti quella dello studente del quarto ginnasio, ritenuto “un ragazzo problematico”, che sarebbe stato spinto a scrivere quell’elenco sul muro da un gruppo di ragazzi più grandi. “Un ragazzino facilmente infiammabile”, lo descrivono.
Minacce aggravate e istigazione a delinquere. E sullo sfondo una vendetta politica. Queste le ipotesi di reato che saranno contestate all’autore, come riporta Il Corriere. Ci sarebbe almeno un sospettato ma mancano ancora conferme ufficiali. E anche per questo, stamattina la preside è stata convocata negli uffici della Squadra mobile per fornire agli investigatori quanti più dettagli utili.
Al termine della prima fase di accertamenti, vista la gravità dei fatti – che interessano la sfera sessuale e quindi procedibili d’ufficio -, saranno inviate relazioni sia alla Procura dei minorenni sia a quella ordinaria, e saranno a quel punto i pm a decidere come andare avanti. Probabile la denuncia dell’autore materiale delle scritte sebbene resti ancora da capire se sia stato istigato da qualcuno, quindi se si tratti di un atto su commissione, eseguito da solo o in gruppo, oppure del tutto autonomo. Non viene scartata la pista del mandante esterno.
Di certo, confermano dalla Mobile, il movente è politico: alcune delle vittime sono impegnate contro la violenza sulle donne. Al vaglio c’è un collegamento con la campagna elettorale della settimana scorsa per i nuovi rappresentanti d’istituto, con le liste impegnate fin dalla prima mattinata in sit-in all’ingresso con bandiere, fumogeni, slogan e musica a tutto volume. Le ragazze prese di mira erano presenti a quei presìdi.
Un altro aspetto inquietante della vicenda, insieme alle voci di qualcuno nel corpo docente che minimizza la situazione indicando come responsabile un giovane con “problemi comportamentali”. Al momento non è previsto che i ragazzi della lista vengano sentiti, ma potrebbe accadere nei prossimi giorni. E se individuare il colpevole dovesse diventare più complicato del previsto, potrebbe essere disposta una perizia grafologica per confrontare la lista con le verifiche scolastiche del sospettato.
A inasprire il clima già teso nella comunità scolastica, sono poi arrivati squallidi commenti su TikTok a sostegno dell’autore del lista scritta nel bagno. Ovviamente tutti da profili anonimi e con nickname volgari: “Si prenota?”, “Ci sarà un motivo, io sto con i ragazzi”, “Da fare”, “E cosa hanno fatto di male?”. E c’è persino chi arriva a postare le foto o a firmarsi come Filippo Turetta, assassino di Giulia Cecchettin.