Quello che molti temevano si è avverato: la scritta” sui muri del liceo Giulio Cesare di Roma, con la lista delle ragazze da violentare nei bagni, denunciata dal collettivo Zero Alibi, sta facendo “scuola” e qualcuno ha deciso di emularla. Una scritta simile è comparsa martedì 3 dicembre sui bagni di un liceo scientifico di Lucca: comparirebbero due nomi femminili, di ragazze, un organo genitale femminile con accanto la scritta ‘lista stupri’.
Accertamenti sono stati effettuati dalla scuola e anche dalla polizia, al fine di risalire all’autore della scritta e del disegno. In ogni caso, la dirigente scolastica del liceo, scrive l’agenzia Ansa, ha fatto cancellare le scritte e ripulire il muro.
I due nomi sono reali e la madre di una delle due ragazze ha fatto denuncia alla questura di Lucca. La ragazza che ha fatto denuncia ha scoperto la scritta che la riguardava ricevendo una foto e non saprebbe spiegarsi perché sia stata scelta e “nominata”.
Sempre secondo l’Ansa, “la scuola potrebbe avviare, appena individuati i responsabili, procedimenti disciplinari nei confronti dell’autore o degli autori del vandalismo”.
Anche al liceo Giulio Cesare di Roma sulle mattonelle del bagno non è rimasta alcuna traccia della lista delle donne da violentare: è rimasta solo la foto scattata dal testimone che adesso sarà convocato lui stesso in Questura in modo da fornire una ricostruzione dei fatti ma anche spiegare perché e come ha cancellato l’elenco. Il nome è noto.
Sull’accaduto nella capitale, nei giorni scorsi è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dicendo che si è trattato di “un fatto grave, che va indagato e sanzionato duramente”, e aggiungendo anche che “con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”.
Nel frattempo a dire la loro sono stati anche i genitori delle ragazze citate, come riporta Il Corriere della Sera. Questi ultimi hanno voluto scrivere una lunga lettera che il 1° dicembre è stata letta in tutte le classi, il cui testo è stato anticipato dal Tg1.
Ecco la prima parte: “A voi che avete scritto quei nomi sui muri. Non so chi siete. Non conosco i vostri volti, non so se sedete in prima fila o nell’ultima se siete bravi a matematica o a calcio, se fate ridere i compagni o passate inosservati. Ma so una cosa: avete scritto ‘Lista stupri’ e sotto nove nomi. Di questi otto ragazze. Parliamoci chiaro. Lo avete fatto perché sono persone che pensano, si organizzano e hanno opinioni politiche che forse vi disturbano. E siccome non sapevate come rispondere alle loro idee, avete risposto ai loro corpi. Minacciandoli”.