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Lo sciopero ha fatto cambiare la finanziaria?

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"Il grande successo dello sciopero generale del 15 novembre, promosso da Cgil, Cisl e Uil scuola, ha già raccolto un primo importante risultato costringendo il Governo a cambiare la Finanziaria". Lo dichiara Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil, a proposito delle dichiarazioni fatte dal ministro dell’Istruzione Moratti al Corriere della Sera, che ha definito "inaccettabili i tagli del personale della scuola".
Secondo Panini, il Ministro, però, nel corso dell’intervista citata farebbe un po’ di confusione sulle cifre: "per dimostrare l’impossibile, e cioè che il Governo ha aumentato la spesa nel bilancio del ministero è costretta a citare le somme utilizzate per il rinnovo contrattuale 2002-2005 dei lavoratori della scuola. Come è noto queste rappresentano una spesa dovuta e che, per la parte eccedente il recupero dell’inflazione, è stata alimentata con risparmi su altre voci del bilancio del ministero".
Secondo il leader del primo sindacato della scuola "la confusione del Ministro è utile per far passare in secondo piano il fatto che, a fronte di un impegno del Consiglio dei Ministri ad investire oltre 16.000 miliardi di vecchie lire in 5 anni nella scuola, ne sono stati messi a bilancio solo 400 miliardi circa di vecchie lire ampiamente recuperati con i tagli di organico già fatti".

Dopo l’accorato appello di lunedì dal palco di piazza Navona, Panini ribadisce che da viale Trastevere deve giungere ora il blocco dell’attuazione della "riforma" della scuola: "bisogna aprire una discussione vera con la categoria e i sindacati – dice il sindacalista – ciò consentirebbe di ripristinare un clima di serenità; valorizzare la competenza e l’intelligenza dei lavoratori della scuola, anziché considerarli dei meri esecutori; ridurre di molto il carico burocratico che è stato scaricato nel lavoro degli insegnanti già con i primi accenni di attuazione della "riforma" se solo si pensa che il portfolio di ogni alunno sarà composto da alcune migliaia di pagine".

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