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Mamme bimbi autistici: fase 2 per terapia 1 a 1 in orari scaglionati

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Alcune mamme di bambini autistici scrivono: “Chiediamo solo di prenderci in considerazione, di sfruttare quelle che, per necessità, sono diventate le nostre competenze”.

E queste mamme, nel corso degli anni, hanno assunto competenze, tanto che le propongono, mettendole a disposizione di chi amministra,  quando inizierà la fese 2, considerato che la prima fase è stata pressoché un disastro per i figli e per loro stesse.

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Vanificati i nostri sforzi dalla quarantena

“Condividiamo una diagnosi di autismo dei nostri figli e condividiamo  la frequentazione dell’associazione L’Abilità di Milano dove i nostri figli hanno trovato, oltre che un luogo di terapia, quasi una seconda casa. Ma condividiamo anche un vissuto di fatica e sofferenza che però non ci ha mai abbattuto”.
Oggi “verifichiamo che la quarantena imposta dall’emergenza sanitaria sta vanificando i nostri sforzi. Ai nostri figli non sono state negate solo la scuola o le attività di svago pomeridiano ma anche quella routine quotidiana che serve loro a comprendere ciò che li circonda. E’ stato negato il diritto alla salute dal momento che tutte le terapie di sostegno sono state sospese”.

Se “fin dal principio dell’emergenza sanitaria noi genitori non ci siamo dati per vinti, ci siamo di nuovo dati da fare e abbiamo cercato, nei limiti delle nostre possibilità, di supplire a tutte le mancanze”, per quanto riguarda la fase 2 “chiediamo che ai tavoli di discussione siano inserite anche persone in grado di rappresentare, per esperienza diretta, le esigenze dei nostri figli e delle nostre famiglie”.

Le proposte nella fase 2

Si tratta “di mettere in pratica azioni semplici ma fondamentali in questa situazione”, come permettere agli educatori di accompagnare i bambini nelle brevi uscite concesse ma soprattutto “prevedere la riapertura delle diverse sedi per permettere terapie 1 a 1 ad orari scaglionati”.

“E proposte – concludono le madri – ne abbiamo anche per una eventuale Fase 3”.