Con l’avvio degli esami di maturità 2026, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, in un’intervista al Corriere, offre indicazioni pratiche agli studenti su come affrontare le prove scritte e il colloquio orale, tra novità normative, attenzione all’abbigliamento e un richiamo netto all’uso dei dispositivi tecnologici.
La prima novità di quest’anno riguarda già il nome: dopo anni in cui si parlava di esame di Stato, si è tornati alla denominazione ufficiale di esame di maturità. Una scelta non solo formale: secondo Rusconi, il termine rimanda a qualcosa di più ampio rispetto alle sole nozioni acquisite, ossia al grado di maturazione civile raggiunto dagli studenti. Cambia anche la struttura del colloquio orale: il candidato dovrà partire dal proprio curriculum, illustrando non soltanto il percorso scolastico ma anche le attività extracurriculari, lo sport o il volontariato eventualmente svolto. Un approccio più personale, dunque, che mette al centro la storia del singolo studente.
Per le prove scritte, Rusconi invita gli studenti a non lanciarsi subito a scrivere: è consigliabile dedicare almeno un quarto d’ora alla scelta della traccia e alla stesura di una scaletta ragionata degli argomenti. Un passaggio spesso trascurato, ma determinante per la qualità dell’elaborato finale. Attenzione anche alla calligrafia: una scrittura illeggibile può generare irritazione nei commissari. Rusconi consiglia di scrivere in modo chiaro e semplice, riservando poi un’ora alla copiatura in bella. Sul fronte dei materiali, sono consentiti il vocabolario per italiano e latino, e la calcolatrice per matematica – purché si tratti di un modello base da mostrare alla commissione. Non vanno dimenticati, infine, almeno due penne, nere o blu: un dettaglio elementare che molti trascurano.
Su cellulari e smartwatch il presidente dei presidi non lascia spazio a interpretazioni: i dispositivi sono vietati. Se scoperti nascosti, gli studenti rischiano l’espulsione, la sospensione e una possibile denuncia. Quanto all’abbigliamento, Rusconi ricorda che l’esame è un momento formale: pantaloncini, minigonne, ciabatte e canottiere sono fuori luogo. Un jeans con una maglietta o una camicia è più che sufficiente. Pratico anche il consiglio di portare acqua e qualcosa da mangiare, considerata la durata di sei ore delle prove scritte. Per il colloquio orale, infine, una raccomandazione che vale sempre: non dire mai “Non lo so” o “Non l’abbiamo studiato”. Meglio prendere tempo, ragionare e ricondurre il discorso verso un argomento noto, dimostrando comunque capacità di orientarsi.