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Tracce Maturità 2026 - Speciale Prima Ora del 19 giugno

17.06.2026

Maturità 2026, i consigli di Rusconi (Anp Roma): “Non dire mai ‘non lo so’ e abbigliamento formale”

Con l’avvio degli esami di maturità 2026, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, in un’intervista al Corriere, offre indicazioni pratiche agli studenti su come affrontare le prove scritte e il colloquio orale, tra novità normative, attenzione all’abbigliamento e un richiamo netto all’uso dei dispositivi tecnologici.

Il ritorno della “maturità” e le novità del colloquio orale

La prima novità di quest’anno riguarda già il nome: dopo anni in cui si parlava di esame di Stato, si è tornati alla denominazione ufficiale di esame di maturità. Una scelta non solo formale: secondo Rusconi, il termine rimanda a qualcosa di più ampio rispetto alle sole nozioni acquisite, ossia al grado di maturazione civile raggiunto dagli studenti. Cambia anche la struttura del colloquio orale: il candidato dovrà partire dal proprio curriculum, illustrando non soltanto il percorso scolastico ma anche le attività extracurriculari, lo sport o il volontariato eventualmente svolto. Un approccio più personale, dunque, che mette al centro la storia del singolo studente.

Scritto, calligrafia e materiali consentiti

Per le prove scritte, Rusconi invita gli studenti a non lanciarsi subito a scrivere: è consigliabile dedicare almeno un quarto d’ora alla scelta della traccia e alla stesura di una scaletta ragionata degli argomenti. Un passaggio spesso trascurato, ma determinante per la qualità dell’elaborato finale. Attenzione anche alla calligrafia: una scrittura illeggibile può generare irritazione nei commissari. Rusconi consiglia di scrivere in modo chiaro e semplice, riservando poi un’ora alla copiatura in bella. Sul fronte dei materiali, sono consentiti il vocabolario per italiano e latino, e la calcolatrice per matematica – purché si tratti di un modello base da mostrare alla commissione. Non vanno dimenticati, infine, almeno due penne, nere o blu: un dettaglio elementare che molti trascurano.

Abbigliamento, tecnologia e la regola del “non lo so”

Su cellulari e smartwatch il presidente dei presidi non lascia spazio a interpretazioni: i dispositivi sono vietati. Se scoperti nascosti, gli studenti rischiano l’espulsione, la sospensione e una possibile denuncia. Quanto all’abbigliamento, Rusconi ricorda che l’esame è un momento formale: pantaloncini, minigonne, ciabatte e canottiere sono fuori luogo. Un jeans con una maglietta o una camicia è più che sufficiente. Pratico anche il consiglio di portare acqua e qualcosa da mangiare, considerata la durata di sei ore delle prove scritte. Per il colloquio orale, infine, una raccomandazione che vale sempre: non dire mai “Non lo so” o “Non l’abbiamo studiato”. Meglio prendere tempo, ragionare e ricondurre il discorso verso un argomento noto, dimostrando comunque capacità di orientarsi.

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