Il Consiglio dei Ministri di oggi, giovedì 4 settembre, darà il via alla riforma, a partire da quest’anno scolastico, dell’esame di maturità. L’Adnkronos ha visionato la bozza, svelando le principali novità.
Si parte dalla denominazione, da esame di Stato ad “esame di maturità”. Così come i percorsi di alternanza scuola-lavoro verranno definiti “percorsi di formazione scuola-lavoro”.
Le commissioni d’esame passeranno da tre commissari esterni e tre interni a due esterni e due interni per ognuna delle due classi abbinate.
Novità importante, a seguito dei casi di scena muta all’orale ovvero la bocciatura per gli studenti che si rifiutano di sostenere l’orale alla maturità. Per essere promossi dunque, servirà sostenere tutte le prove (due scritte e un colloquio).
Un decreto del ministero dell’Istruzione e del Merito individuerà annualmente quattro discipline che rappresentano al meglio le “competenze fondamentali e caratterizzanti del percorso di studio” del colloquio. Se il candidato ha raggiunto un punteggio di almeno 97 punti, la commissione avrà la facoltà di integrare il punteggio finale con un massimo tre punti.
Altre due novità riguarderanno i risultati Invalsi e gli esami integrativi. Il decreto – spiega sempre l’Adnkronos – modifica il curriculum dello studente. I livelli di apprendimento conseguiti nelle prove nazionali saranno indicati in una sezione specifica in forma descrittiva al termine dell’esame di maturità.
Gli studenti che desiderano cambiare indirizzo di studio a partire dal terzo anno, dovranno affrontare degli “esami integrativi” da svolgere in un’unica sessione, prima dell’inizio delle attività didattiche.