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Mense a scuola, sempre più “bio” mentre i cibi etnici non decollano

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Mangiare biologico a scuola non è un’utopia: 10 anni fa erano solo 839 le mense a garantire alimenti selezionati, nel 2014 si è passati a 1.249. I cibi etnici invece stentano.

L’incremento, in soli quattro anni, quindi è stato del 43%. I dati sono stati resi pubblici dalla Fedagri-Confcooperative, dopo che Biobank ha svolto un’indagine nazionale, che verrà presentata all’Expo il 30 settembre.

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La notizia fa il paio con quella di pochi giorni fa, pubblicata da Coldiretti/Ixé, secondo cui anche se il 43% è favorevole, 1 italiano su 4 risulta contrario alla presenza di cibi etnici nelle mense scolastiche. Dopo aver ricordato che “oltre la metà degli studenti fino a 13 anni che pranza a scuola”, lColdiretti ha aggiunto che il 35% dei genitori avrebbe “paura che i bambini non gradiscano il cibo, mentre il 61% ritiene che la cucina italiana sia la migliore del mondo. Al contrario – continua la Coldiretti – tra i favorevoli ai cibi etnici, l’86% sottolinea l’importanza di avvicinarsi e conoscere nuove culture”.

 

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La situazione è meno netta sul piano della valutazione della qualità che per il 23% è positiva, per il 42% appena sufficiente e per il 20% negativa. Non è un caso, fa osservare Coldiretti, se “i bambini in sovrappeso sono oltre i 20% e quelli obesi quasi il 10% su un campione di età compresa tra gli 8 e i 9 anni. Cattive abitudini alimentari, possono essere corrette andando a lezione nelle aziende agricole in campagna dove si sono moltiplicate le fattorie didattiche in tutte le regioni”. 

Insomma, considerando che il biologico si sposa bene con le esigenze dei giovani di non mettere su chili, l’impressione è che per i pasti scolastici di tipo etnico non ci siano molti margini di crescita.

 

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