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30.11.2025

Mentre in Grecia si accende la Fiamma olimpica, Crosetto esclude la leva obbligatoria

Pasquale Almirante

E’ stata accesa il 26 novembre a Olimpia, in Grecia, la Fiamma olimpica, in vista dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, che avranno luogo fra due mesi con la cerimonia di apertura prevista il 6 febbraio 2026. 

Purtroppo, quest’anno in Grecia, a causa del maltempo, la cerimonia non ha potuto svolgersi presso l’antico Stadio di Olimpia, ma si è tenuta al chiuso, presso il Museo archeologico della città, alla presenza del presidente Konstantinos Tasoulas, del presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e la presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry

Da quel momento ha preso avvio il viaggio della fiamma verso l’Italia. La cerimonia di consegna è prevista il 4 dicembre, alle 18, al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Una cerimonia, questa, che è in antitesi con qualunque idea di guerra fra i popoli, anzi, è un monito al confronto pacifico sui piani dell’atletica, dello sport, dello scambio di culture e di idee.

Lo spirito, secondo quanto il suo ideatore intese dare all’evento, è quello di rafforzare  valori universali come l’amicizia, la lealtà, il rispetto, il coraggio e il miglioramento di sé, mentre l’idea base sta, non tanto nel  vincere le competizioni, ma  combattere con onore e dare il massimo, accettando serenamente anche la sconfitta. Un ideale simboleggiato dai cinque cerchi olimpici. 

E mentre tutto questo avviene, e dunque si rinnova l’amicizia fra i popoli, nonostante le stragi di Gaza, anche di queste ore, e le altre delle Crimea, il ministro della difesa, Guido Crosetto, promette cha la sua proposta di legge volta alla leva militare dei giovani, non sarà obbligatoria ma  esclusivamente una riserva volontaria.

Lo ha fatto sapere In un intervento diffuso sui social, precisando che le sue dichiarazioni rilasciate a Parigi, a margine dell’annuncio della nuova leva volontaria francese, erano state interpretate in modo errato. Il ministro ha affermato che, rispondendo a una domanda, aveva richiamato il modello tedesco e che avrebbe chiesto al Parlamento di “rivedere il modello previsto dalla legge 244/2012”, nel quadro di una riforma più ampia della Difesa.

Crosetto ha ricordato inoltre: “sono tre anni che dico chiaramente che la scelta di avere forze armate professionali e non basate sulla leva obbligatoria è, per me, un percorso obbligato”

Tuttavia la domanda di fondo resta: chi dovrebbe invadere l’Italia, tanto da chiamare alle armi, seppure in forma volontaria, i nostri giovani? E tanto ancora da mettere in opera una riserva, pronta a imbracciare il fucile? Non si capisce, ma lanciare una idea simile appare suggestiva, compresa l’altra, già annunciata anni addietro dalla Lega, secondo cui la leva, questa volta obbligatoria, servirebbe per mettere in riga i ragazzi, troppo molli e troppo vezzeggiati.

Infatti, la proposta più recente per l’arruolamento per legge riguardava un leva obbligatoria di sei mesi per ragazzi e ragazze, che sarebbe stata “una grande forma di educazione civica da impartire ai ragazzi”. 

In altre parole, più della scuola, più della famiglia poté la preparazione  didattica e culturale e sociale del maresciallo e del sergente, non tanto del caporale, quello vene lasciato alla comica di Totò. 

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