Da giorni si parla della tragica vicenda avvenuta in un istituto scolastico di la Spezia, dove un giovane è stato accoltellato a morte da un suo compagno di scuola.
Non ce l’ha fatta infatti Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato nell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia: il ragazzo 18enne è morto, a seguito del fendente inflitto al costato, con un coltello da cucina, da Zouhair Atif, 19 anni, marocchino, studente del suo stesso istituto, arrestato per omicidio.
Sulla tragedia immediate sono state le reazioni del mondo politico e istituzionale. La sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha espresso profondo cordoglio: “La notizia della morte dello studente accoltellato all’istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” di La Spezia è drammatica. Mi stringo con dolore alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la scuola. Episodi come questo non dovrebbero mai accadere, soprattutto nel luogo in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze dovrebbero sentirsi più tutelati mentre stanno gettando le basi del proprio futuro. Continueremo a impegnarci per insegnare la cultura del rispetto e contrastare ogni forma di violenza”.
Anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato: “Sconvolgente, doloroso, assurdo. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi. Nel pacchetto sicurezza abbiamo già previsto una stretta contro le “lame”, ma oltre alla legge servono prevenzione ed educazione. Una preghiera per la vittima e un abbraccio per i suoi cari”.
Il ministro dell’Istruzione e del merito Valditara, che ha partecipato al vertice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della città ligure, ha annunciato la possibile installazione di metal detector negli istituti scolastici più a rischio. “Stiamo ragionando se, su richiesta delle scuole e in accordo con i prefetti, sia il caso di predisporre controlli agli ingressi“, ha dichiarato il ministro, che ha aggiunto: “Non metal detector generalizzati ovunque, ma solo dove venga fatta espressa richiesta”.
Non si sono fatte attendere anche le parole di chi a scuola vive e lavora.
Enrico Galiano ha così commentato le notizie che stanno circolando in queste ore, circa la possibilità di avviare controlli più stringenti negli istituti scolastici:
“Mettere a scuola i metal detector e non le ore di educazione affettiva è come togliere le lezioni di guida e poi alzare le multe.
È come curare la febbre rompendo il termometro.
È come vietare lo spazzolino da denti e poi andare di trapano.
È come non lavarsi e cospargersi di deodorante.
È come mettere la polvere sotto il tappeto.
È come mettere il cartello “attenti alla buca” al posto di chiudere la buca.
Chissà, forse così si capisce“.
