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18.01.2026

Metal detector a scuola, Galiano sulle ore di educazione affettiva: “È come togliere le lezioni di guida e poi alzare le multe”

Lara La Gatta

Da giorni si parla della tragica vicenda avvenuta in un istituto scolastico di la Spezia, dove un giovane è stato accoltellato a morte da un suo compagno di scuola.

Non ce l’ha fatta infatti Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato nell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia: il ragazzo 18enne è morto, a seguito del fendente inflitto al costato, con un coltello da cucina, da Zouhair Atif, 19 anni, marocchino, studente del suo stesso istituto, arrestato per omicidio.

Le reazioni del mondo politico e istituzionale

Sulla tragedia immediate sono state le reazioni del mondo politico e istituzionale. La sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha espresso profondo cordoglio: “La notizia della morte dello studente accoltellato all’istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” di La Spezia è drammatica. Mi stringo con dolore alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la scuola. Episodi come questo non dovrebbero mai accadere, soprattutto nel luogo in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze dovrebbero sentirsi più tutelati mentre stanno gettando le basi del proprio futuro. Continueremo a impegnarci per insegnare la cultura del rispetto e contrastare ogni forma di violenza”.

Anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato: “Sconvolgente, doloroso, assurdo. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi. Nel pacchetto sicurezza abbiamo già previsto una stretta contro le “lame”, ma oltre alla legge servono prevenzione ed educazione. Una preghiera per la vittima e un abbraccio per i suoi cari”.

Il ministro dell’Istruzione e del merito Valditara, che ha partecipato al vertice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della città ligure, ha annunciato la possibile installazione di metal detector negli istituti scolastici più a rischio. “Stiamo ragionando se, su richiesta delle scuole e in accordo con i prefetti, sia il caso di predisporre controlli agli ingressi“, ha dichiarato il ministro, che ha aggiunto: “Non metal detector generalizzati ovunque, ma solo dove venga fatta espressa richiesta”.

Le parole di Galiano

Non si sono fatte attendere anche le parole di chi a scuola vive e lavora.

Enrico Galiano ha così commentato le notizie che stanno circolando in queste ore, circa la possibilità di avviare controlli più stringenti negli istituti scolastici:

Mettere a scuola i metal detector e non le ore di educazione affettiva è come togliere le lezioni di guida e poi alzare le multe.

È come curare la febbre rompendo il termometro.

È come vietare lo spazzolino da denti e poi andare di trapano.

È come non lavarsi e cospargersi di deodorante.

È come mettere la polvere sotto il tappeto.

È come mettere il cartello “attenti alla buca” al posto di chiudere la buca.

Chissà, forse così si capisce“.

https://www.tecnicadellascuola.it/metal-detector-a-scuola-possono-servire-dissuasione-ma-la-comunita-scolastica-deve-avere-unaltra-mission-a-pordenone-un-preside-scrive-a-docenti-e-studenti

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