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21.01.2026

Metal detector? Inutili senza un vero progetto educativo. Riscoprire don Bosco?

Pasquale Almirante


Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenendo in Aula alla Camera per chiedere un’informativa urgente al ministro dell’Istruzione, chiarisce la posizione relativamente alla installazione nelle scuole del metal detector.

Per la deputata infatti, dopo l’uccisione di Aba Youssef, la proposta di installare metal detector nelle scuole, rischia di fallire se non è accompagnata da altre misure. 

Chiede per questo se esiste un progetto globale e una visione educativa complessiva, considerato che la violenza tra i giovani “è sempre più crudele, con episodi che si susseguono da nord a sud del Paese. Vediamo ragazzi che sfuggono alle famiglie e mettono in crisi l’istituzione scolastica, che invece dovrebbe avere il compito primario di educare”.

Da qui pure, ma non è solo il partito di Azione a riproporlo, una accelerazione alla implementazione a scuola dell’educazione affettiva,  anche per capire “ che percezione hanno di sé i nostri ragazzi? Danno valore alla vita? Vengono adeguatamente sostenuti nel loro percorso di crescita?”.

“Il metal detector – dice ancora la deputata- può essere anche uno strumento utile, ma da solo non basta: servono correttivi educativi, culturali e sociali per restituire dignità ai ragazzi, alla scuola e alle famiglie”.

Un argomento quest’ultimo su cui si è aperta una discussione che mancava da tempo, preferendo, per andare al sodo del problema, creare leggi punitive, come se la repressione fosse una sorta di panacea capace di curare tutti i mali. 

Ci si è scordati, in qualche modo, che alla cura e all’intervento operativo cruento, occorre preferire la prevenzione che nel nostro caso è il dialogo, il confronto, la comprensione.

In pratica, per certi versi, bisognerebbe rispolverare non solo l’insegnamento di Don Milani e della scuola di Barbiana, ma anche il magistero di don Giovani Bosco con gli oratori che oggi dovrebbero essere rappresentate dalle scuole, aperte nel pomeriggio per ascoltare musica, fare musica, fare teatro, fare danza e cosi via, compresa la cura del corpo grazie alle palestre. 

Certamente occorrono soldi, risorse per pagare il personale e sostenere i costi connessi, mentre i tempi per vedere i risultati, come ogni educazione, sono lunghi, al contrario della repressione e al contrario del metal detector che scova subito il “criminale” e a prescindere dele motivazioni.       

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