Breaking News

Mobbing: dal modello di Heinz Leymann al metodo Ege

Nel mondo del lavoro il mobbing può essere verticale o orizzontale: nel primo caso le vessazioni vengono da un superiore (datore di lavoro o dirigente) nel secondo da un collega.

Secondo il modello di Heinz Leymann le fasi del mobbing sono 4:

  1. Conflitto quotidiano: quotidianamente si verificano conflitti, nascosti da un’apparente normalità.
  2. Inizio del mobbing: la vittima viene attaccata dal punto di vista psicologico, delle relazioni sociali, della comunicazione, della professione e della salute.
  3. Abusi: trasferimenti, richiami ingiustificati, demansionamento.
  4. Esclusione: la vittima si esclude dal mondo del lavoro o viene esclusa a causa di malattie psicosomatiche, sintomi ossessivi, dimissioni, prepensionamento o licenziamento.

Secondo il metodo Ege (2002) devono verificarsi 7 condizioni affinché si possa parlare di mobbing sul posto di lavoro:

  1. ambiente: il conflitto deve verificarsi sul posto di lavoro;
  2. frequenza: il conflitto deve reiterarsi almeno alcune volte al mese;
  3. durata: il conflitto deve durare da almeno sei mesi;
  4. tipo di azioni: il conflitto deve comprendere diverse tipologie di attacco (isolamento sistematico, cambiamento delle mansioni, lesioni della reputazione professionale e privata, violenza o minacce);
  5. dislivello tra antagonisti: la vittima deve trovarsi in condizione di inferiorità;
  6. andamento a fasi successive: il conflitto deve essere sempre in crescendo e deve aver raggiunto la seconda fase del modello di Leymann;
  7. intento persecutorio: il conflitto deve tendere alla provocazione di sofferenze che hanno lo scopo di indurre la vittima ad adottare un certo comportamento, ad esempio dare le dimissioni.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate