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Mobilità 2011, emanata l’ordinanza: le domande entro il 21 marzo

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Come preannunciato, nella serata del 22 febbraio è stato sottoscritto in via definitiva il Contratto collettivo nazionale integrativo per il 2011-2012 che regola i trasferimenti e la cosiddetta mobilità professionale (passaggi).  i sindacati hanno comunicato che l’accordo è stato raggiunto senza alcuna modifica rispetto alla pre-intesa del 16 dicembre 2010“.

Il 24 febbraio il Miur ha diffuso l’apposita O.M. firmata dal ministro Gelmini. Tutte le domande andranno presentate entro il 21 marzo 2011.
Per il personale della scuola primaria, secondaria sia di primo sia di secondo grado, le domande verranno presentate obbligatoriamente on line. Il personale docente della scuola dell’infanzia, il personale educativo ed il personale Ata continuerà invece a presentare le domande per via cartacea. Oltre il termine di scadenza del 21 marzo potrà presentare domanda, su carta, esclusivamente il personale docente, educativo ed Ata dichiarato soprannumerario nella propria scuola per riduzione di organico.
La registrazione al sistema “Polis”, operazione preliminare alla presentazione della domanda, dovrà essere effettuata solo da chi non è ancora registrato al sistema.Da quest’anno sarà possibile anche gestire i dati anagrafici dei docenti residenti all’estero. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di compilare liberamente gli allegati, nei formati più comuni, ed importarli nella domanda, senza più l’obbligo di compilare gli allegati predisposti dal Miur.
L’accordo è stato sottoscritto da tutti i sindacati, ma non dalla Uil Scuola, che ha confermato la sua contrarietà per un “contratto che, mentre ci sono forti tagli sugli organici, non tutela chi perde posto”. Il riferimento del sindacato guidato da Di Menna è alla mancata volontà del Miur di “mantenere tutti i titolari nelle scuole salvo spostare solo quegli insegnanti per i quali, a settembre, ci siano posti effettivamente disponibili” e al contestuale rifiuto del dicastero di viale Trastevere di “dare la precedenza a chi si sposta non per sua scelta ma perché non ha più il suo posto di lavoro”.
Intanto c’è chi sottolinea come il Ministero, con la lunga attesa sulla pubblicazione dell’ordinanza, ha creato difficoltà e dato meno tempo a disposizione per la presentazione delle domande.