Breaking News
26.11.2025

Modello finlandese: belle scuole e didattica innovativa, ma lì la gestione della scuola è in mano ai Comuni che assumono anche présidi e docenti

Reginaldo Palermo

Il sistema scolastico finlandese è da tempo riconosciuto come un modello particolarmente efficace e, periodicamente, ci sono un po’ dovunque tentativi di imitazione.
L’ultimo in ordine di tempo di cui si ha notizia riguarda un istituto comprensivo milanese dove addirittura 50 insegnanti si sono formati per tentare di portare anche nel capoluogo lombardo le idee e le pratiche pedagogiche nate nel “Paese di Babbo Natale”.

Stando alle cronache, a Milano si sta pensando di rivedere l’organizzazione oraria delle attività di insegnamento e quindi ci saranno lezioni di 10 minuti: “Dieci minuti di lezione frontale – spiega la preside – per poi passare a lavori di gruppo, cooperative learning, dibattito e altri metodi”. 

La scuola finlandese ha sempre suscitato interesse e curiosità perché prevede modalità organizzative che noi consideriamo un vero e proprio “lusso”.
A partire dagli ambienti fisici: normalmente le aule sono spaziose e ben arredate; anzi c’è anche molta attenzione agli aspetti “estetici” come per esempio i colori delle pareti.

Anche gli esterni, ovviamente, sono altrettanto curati.

C’è insomma molta attenzione prima di tutto verso il “benessere” psicofisico sia degli studenti sia dei docenti.

Le scuola sono dotate di mense e spazi comuni in modo che studenti e docenti possano trascorrervi l’intera giornata (o gran parte di essa) senza troppi problemi.
Tutto questo è possibile anche grazie al fatto che in Finlandia la spesa nazionale per il sistema di istruzione è decisamente alta, anche se per la verità negli ultimi anni ci sono state riduzioni significative.

Ci sono però dati inattesi: in Finlandia la scuola dell’obbligo inizia a 7 anni e non a 6 e questo sembra in contrasto con l’idea che per prevenire abbandoni scolastici e dispersione implicita ed esplicita sarebbe necessario spostare l’obbligo addirittura a 5 anni.
Ma soprattutto c’è un elemento che certamente non piacerebbe ai tanti fautori nostrani del metodo finlandese: in Finlandia la gestione politico-amministrativa del sistema scolastico è nelle mani delle municipalità locali che hanno anche il potere di assumere il personale docente e direttivo.
Anche i programmi di studio possono essere facilmente adattati a livello locale.
Insomma per i finlandesi, abituati ad una scuola gestita dal “microterritorio” locale persino una ipotesi di autonomia regionale sarebbe vista come una gestione in qualche modo centralizzata.
Si possono certamente prendere come riferimento alcuni aspetti del sistema finlandese, ma “importarne” il modello appare del tutto impossibile.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate