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Niente occhiali? Rendimento scolastico a rischio per 25% alunni

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Solo il 25% dei bambini porta gli occhiali, mentre dovrebbero essere più del doppio, visto che circa il 66% ha bisogno di un sostegno compensativo. Il risultato è che più della metà degli alunni della primaria hanno dei problemi di vista, con ricadute indirette ma evidenti sul rendimento scolastico. Il dato proviene da uno studio realizzato dall`albo degli optometristi e da Federottica in collaborazione con l`Università del Salento su un campione di circa mille bambini iscritti alla scuola primaria.
Dallo studio, che verrà presentato a Verona dal 25 al 27 aprile in occasione del 35esimo congresso dell`albo degli optometristi, emerge anche che in Italia il 95% dei bambini assume atteggiamenti scorretti nella lettura, nella scrittura, davanti a televisione e computer. Significativo anche che ben tre bimbi su quattro che usano il pc soffrono di disagi visivi.
Secondo gli specialisti già in prima elementare i bambini hanno sviluppato degli schemi motori scorretti, sia per quanto riguarda la scrittura sia per la lettura. “Ma correggere si può con la prevenzione – sostengono gli – che però deve iniziare dai più piccoli quando è ancora in atto la formazione motoria”.
Il problema non riguarda però solo gli alunni in tenera età: in assoluto nel nostro Paese il 40% degli alunni presenta un difetto visivo ma non sempre utilizza gli occhiali. Ed anche in età adulta le cose non vanno molto meglio, soprattutto per alcune professioni che “stressano” particolarmente la vista: sempre nella nostra penisola il 75% dei lavoratori al video terminale soffre infatti di disagi oculari come affaticamento, visione offuscata e mal di testa, mentre in generale il 25% di coloro che lavorano al pc presentano anche problemi muscolo-scheletrici.
La situazione italiana riflette quella sempre più allarmante di molti altri. In occasione del congresso verranno infatti presentati da Silvio Mariotti, oftalmologo e coordinatore del Programma per la prevenzione della cecità Vision 2020, lanciato nel 1999 dall`Organizzazione Mondiale della Sanità con l`International Agency for the prevention of blindness, gli ultimi dati dell`Oms sulla compromissione visiva provocata da errori refrattivi non corretti.
I numeri parlano chiaro: su 314 milioni di persone con deficit visivi, 153 milioni, quasi la metà, presentano anomalie visive determinate da errori refrattivi non corretti, seconda causa di ipovisione dopo la cecità. E di queste 8 milioni sono cieche a causa di mancata prevenzione e correzione. Non si tratta solo di Paesi del Terzo e Quarto mondo, anzi la percentuale sembra aumentare proprio in quelli industrializzati. Nei gruppi di età da 5 a 15 anni, infatti, la non correzione è dovuta soprattutto alla mancanza di screening, che si registra più elevata nelle aree urbane e industrializzate.