L’idea di prefigurare una gerarchia tra gli insegnanti è inaccettabile e dannosa. L’ipotesi di istituire una “carriera” tra i docenti, dividendoli in serie A e serie B è profondamente ingiusta. Ribadiamo con forza che la scuola non è un’azienda e che i docenti devono essere considerati e trattati con la stessa dignità. Il blocco degli scatti d’anzianità, che esistono in tutta l’Europa (con stipendi ben diversi a parità d’impegno) è inaccettabile.
Tutto il personale della scuola è cosciente della necessità di dover contribuire al superamento della grave crisi economica, ma per questo già subiamo il blocco del contratto, Gli scatti rappresentano l’unica ed obiettiva voce destinata a premiare la più seria e vera forma di aggiornamento sul campo, ovvero il crescere dell’esperienza insieme ai ns. studenti!
Del resto, coloro i quali si impegnano di più, vedasi ad esempio i collaboratori del dirigente, le funzioni strumentali, i progettisti PON e POF già oggi sono ulteriormente retribuiti: basta non estinguere il fondo d’istituto, non tagliare le risorse. Per rinnovare la scuola, piuttosto, punti a ridurre il numero degli studenti nelle classi pollaio e consenta, magari istituendo una quota 100 (età + contributi, ovviamente senza altri paletti alla Fornero) il pensionamento di chi vuol lasciare spazio ad una nuova generazione di docenti!
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