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Gli studenti a un passo dalla maturità si sentono impreparati, per il 44% la preparazione sta andando male, il tempo stringe e manca serenità

A poche settimane dall’inizio dell’Esame di Stato 2026 delle scuole superiori, con alcuni cambiamenti imposti dal Ministero, cresce tra i maturandi il senso di affanno e incertezza: in alcuni casi, gli studenti arrivano anche a compiere gesti platealmente di insofferenza. Se da un lato i dati ufficiali, come riporta Adnkronos, mostrano come l’esame di maturità rappresenti ormai un traguardo raggiunto dalla quasi totalità degli studenti ammessi, dall’altro emerge una realtà quotidiana fatta di verifiche, interrogazioni e valutazioni finali che stanno rendendo difficile la preparazione alla fase conclusiva del percorso scolastico.

Da un sondaggio realizzato da Skuola.net, che nei giorni scorsi già aveva realizzato uno studio analogo da cui è emersa la dose elevata di ansia di moltissimi maturandi, svolto su un campione di 1.000 studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, risulta che solo il 36% dei maturandi giudica soddisfacente il proprio livello di preparazione in vista delle prove di giugno. Nel dettaglio, appena il 18% ritiene che il ripasso stia procedendo “ottimamente”, mentre un altro 18% definisce la propria situazione “buona”.

La maggioranza degli studenti manifesta preoccupazioni più o meno marcate: un quinto degli intervistati, pari al 20%, descrive il proprio percorso di preparazione come soltanto “discreto”, mentre ben il 44% afferma che il lavoro svolto finora stia andando “male male”, evidenziando ritardi significativi rispetto agli obiettivi prefissati.

Un dato che colpisce particolarmente riguarda le cause di queste difficoltà. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la principale criticità non sembrerebbe essere la complessità dell’esame stesso. La maturità attuale, infatti, prevede prove concentrate su un numero limitato di discipline rispetto al passato, ma molti studenti segnalano di non riuscire comunque a dedicare tempo sufficiente al ripasso generale.

Alla base del problema vi sarebbe il cosiddetto “rush finale” dell’anno scolastico: in pratica, tra il mese di maggio e l’inizio di giugno, come del resto previsto dalle linee guida sulle valutazioni degli studenti, i docenti sono chiamati a completare le valutazioni necessarie per gli scrutini conclusivi e per l’attribuzione dei crediti scolastici. E questi ultimi incidono in maniera significativa sul voto finale di maturità andando a costituire, al quinto anno più del biennio precedente, un “tesoretto” di punti non indifferente. Il credito scolastico può infatti arrivare a rappresentare il 40% del punteggio complessivo dell’Esame di Stato ed è calcolato sulla base del rendimento degli ultimi tre anni scolastici.

E molti insegnanti delle classi quinte, consapevoli di questo, continuano a programmare verifiche scritte e interrogazioni anche nelle ultime settimane di lezione, comprese discipline che non saranno direttamente oggetto delle prove d’esame.

Gli studenti si trovano così a dover conciliare due obiettivi spesso in conflitto: prepararsi alla maturità, ma anche evitare insufficienze che potrebbero compromettere l’ammissione all’esame o influenzare il voto finale e cercare di dare il massimo per alzare la media finale, così da elevare il più possibile la media voti e incassare qualche punticino in più come “dote” in vista degli esami finali da svolgere sotto la lente dei commissari.

Sempre secondo quanto riportato da Skuola.net, il sistema di selezione degli studenti, si concentra soprattutto nella fase precedente all’esame. I numeri mostrano infatti che per ogni candidato respinto durante le prove della maturità, circa dieci studenti vengono fermati prima, quindi in sede di scrutinio d’ammissione.

Le difficoltà dei maturandi trovano conferma anche sui social network, come Instagram, diventati negli ultimi anni uno spazio di confronto privilegiato tra studenti: nei giorni scorsi, la pagina Instagram di Skuola.net ha condiviso il video di un maturando che illustrava il proprio piano di studio: circa quattro ore al giorno dedicate alla preparazione dell’esame, per un totale di 26,5 ore settimanali.

Il contenuto ha generato migliaia di commenti, molti dei quali esprimevano stupore e persino invidia per la possibilità di dedicare così tanto tempo esclusivamente al ripasso. Infatti, numerosi studenti hanno raccontato di trascorrere i pomeriggi preparando verifiche e interrogazioni imminenti, anziché concentrarsi sugli argomenti dell’esame di Stato.

Il quadro che emerge è quello di una generazione che si avvicina all’appuntamento conclusivo del proprio percorso scolastico con livelli elevati di stress e pressione organizzativa. Se l’esame finale appare statisticamente superabile per la maggior parte dei candidati ammessi, la vera sfida sembra essere rappresentata dalla gestione delle ultime settimane di scuola, durante le quali il peso delle valutazioni ordinarie continua a incidere in modo determinante sul percorso degli studenti.

Con l’avvicinarsi della prima prova scritta, che quest’anno si svolgerà il 18 giugno con inizio alle ore 8.30, molti maturandi si trovano dunque a vivere una corsa contro il tempo, divisi tra la necessità di concludere positivamente l’anno scolastico, e quella di arrivare preparati a un esame che rappresenta uno dei momenti più significativi della vita studentesca italiana.

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