Home Attualità Non solo Lodi: altri comuni discriminano gli stranieri

Non solo Lodi: altri comuni discriminano gli stranieri

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Non ci sarebbe solo Lodi a chiedere agli stranieri documenti in più per accedere alle agevolazioni per servizi scolastici come la mensa, tra Lombardia e Veneto a trazione leghista, secondo l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Asgi, ci sarebbero altri comuni.

Si diffonde anche in altri comuni la richiesta di documenti agli stranieri

Spiega il responsabile del Servizio antidiscriminazione di Asgi: «Si diffonde in molte amministrazioni la scelta di ostacolare l’accesso degli stranieri alle prestazioni sociali, chiedendo documenti su proprietà e beni nei Paesi d’origine in aggiunta all’Isee, non previsti dalla normativa».

Altri comuni si sarebbero spinti anche a negare certe prestazioni previste dall’Inps, come l’indennità di maternità e l’assegno destinato alle famiglie numerose, agli stranieri che, pur titolari di un Isee inferiore ai limiti di legge, non presentino la documentazione aggiuntiva.

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Documento di possesso di beni dai pesi di origine

«In questo caso –spiegano gli avvocati degli stranieri- c’è un contrasto in più: non solo si chiede documentazione aggiuntiva rispetto al decreto sull’Isee del 2013, ma per giunta per prestazioni regolate da una legge nazionale a sé», mentre il Veneto ha emanato una legge regionale secondo la quale se si vuole il contributo regionale sui testi scolastici, i cittadini non comunitari devono presentare, oltre alla certificazione Isee, un documento sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero.

«La pretesa dei comuni è iniqua, perché in molti casi lo Stato di provenienza non ha un sistema di catasto, oltre che illogica perché in altri casi le possibilità di controllo dello Stato sulle dichiarazioni di italiani e stranieri inerenti le proprietà all’estero sono assolutamente le stesse».

Un problema che riguarda anche gli italiani

«È un problema che riguarda non solo gli stranieri, ma anche gli italiani. Se ogni Comune può avere un metodo proprio per stabilire “chi è ricco e chi è povero,” viene meno l’uniformità della legge nazionale. È chiaro però che in questo caso la richiesta di documenti in più è fatta per dissuadere gli stranieri dal fare domanda di prestazioni agevolate».

Zaia corregge il tiro

Tuttavia  Zaia corregge il tiro: la Regione Veneto «si accontenterà per ora dell’autocertificazione» sui redditi all’estero di cittadini extracomunitari per i “buoni libro” esigendo la documentazione dai consolati sul reddito degli interessati in un secondo tempo. «Se il cittadino vuole il muro contro muro, in quanto ritiene di non dover presentare nulla – ha aggiunto – non avrà diritto
al contributo».

Per Zaia, la discussione nata attorno alle nuove norme a carico delle famiglie straniere per ottenere le agevolazioni per l’acquisto dei testi scolastici «è una tempesta in un bicchier d’acqua».

Il Pd: ok all’autocertificazione

A chiedere l’ok all’autocertificazione era stato anche il Pd: «Il bonus libri è un contributo statale che la regione poi gira ai comuni, non sono soldi messi a disposizione dalla Giunta – spiegano i dem – La regione dia immediata indicazione alle amministrazioni locali affinché tutte le domande vengano accettate con le autocertificazioni».

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