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22.11.2025

Non una di meno contro la violenza di genere: corteo-marea a Roma

Pasquale Almirante

Una “marea transfemminista” sfila per le strade di Roma oggi pomeriggio dalle 14,00, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che avrà luogo il 25 novembre, quando Non una di meno scenderà in piazza al grido di “Sabotiamo guerre e patriarcato”.

La  manifestazione è una risposta alla “violenza patriarcale che diventa programma di governo”, in un paese segnato dal riarmo che amplifica disuguaglianze e discriminazioni. 

Sostengono le promotrici, con In testa al corteo lo sloga ”Contro la violenza sistemica patriarcale sabotiamo guerre e  patriarcato: “In un paese che si prepara al riarmo approfondendo disuguaglianze e discriminazioni, la violenza patriarcale diventa programma di governo ed è normalizzata dalla produzione ossessiva di misure e leggi misogine e transfobiche”.

Nel mirino anche le scelte sul fronte educativo. La rete critica il recente voto in Commissione cultura della Camera sul disegno di legge che limita l’educazione sessuale nelle scuole, subordinandola al consenso dei genitori alle superiori e vietandola alle medie. 

Le indicazioni ministeriali vengono lette da Non una di meno come parte di “un approccio alla cultura bigotto e autoritario”, legato alle politiche sui percorsi di affermazione di genere e alla cosiddetta Legge Disforia, inserita nella “crociata ideologica antigender”.

E spiegano: “I dati dell’Osservatorio di Non Una di Meno, registrano 78 femminicidi, 3 suicidi indotti di donne, 2 suicidi indotti di due ragazzi trans, 1 suicidio indotto di una persona non binaria, 1 suicidio indotto di un ragazzo ma, come sappiamo, questi numeri, di per sé eloquenti, non danno la misura di quel quotidiano sommerso e strutturale della violenza. L’approccio punitivo scelto dal governo è pura propaganda da cui non farsi incantare: mentre mostra il pugno di ferro con l’ergastolo per i colpevoli di femminicidio, attacca i centri antiviolenza, la loro storia politica femminista, le pratiche e le metodologie per la fuoriuscita e la prevenzione della violenza di genere”.

Non Una di Meno scende in piazza anche “per una scuola libera da condizionamenti e diktat, per la libertà di ricerca e di insegnamento, per l’educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia all’università. Contro la manovra finanziaria. Per il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei popoli” e soprattutto per dire: “Noi la guerra non la paghiamo. Né complici né vittime della conversione bellica”.

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