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Non vanno al concorso in America perché la scuola non ha i soldi per il viaggio

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Tre ragazzi: Davide Di Pierro, Luigi Picarella e Mauro D’alò, insieme ai docenti Salvatore Pelella e Ciro Melcarne sono arrivati al secondo posto della competizione tra trecento scuole da tutto il mondo, ma la scuola, l’istituto tecnico industriale “Augusto Righi”, non ha fondi sufficienti per partire in America dove giocarsi le fasi finali dell’High school tournament “Zero robotics”.

Il progetto dei ragazzi e dei loro prof

Il loro progetto, racconta La Stampaconsisteva nella programmazione di aggancio di un robot-satellite dell’Iss, la stazione spaziale dei vari Parmitano, Cristoforetti e Nespoli. Davide Di Pierro, intervistato dal quotidiano piemontese, nasconde la sua reale amarezza ma, al “Sabato delle Idee”, laboratorio scientifico-culturale, lancia un appello.

“Non è facile per le scuole italiane, e del Sud in particolare, riuscire a competere con le scuole dei grandi colossi economici mondiali senza usufruire delle strutture adeguate e senza soldi, nemmeno quelli per andare a disputare la finale”.

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Poche miglia di euro in attesa della Befana

Il “Righi” è arrivato più volte alle fasi conclusive del torneo, ma soltanto una volta è riuscito ad approdare oltreoceano. Accadde quando le famiglie degli studenti parteciparono alle spese. Negli altri casi, la mancanza di fondi li ha ancorati al golfo. Nell’ultimo torneo hanno sbaragliato la concorrenza di scuole provenienti da tutto il mondo, alcune sponsorizzate da Apple e Microsoft. Per la trasferta ci vogliono poche migliaia di euro e dunque si attenderebbe Babbo Natale o la Befana.

“Siamo contenti così. È chiaro che sarebbe bello partecipare alla finale, star lì in collegamento diretto con la stazione spaziale, vedere il satellite muoversi grazie ai nostri algoritmi, andare a gareggiare a Boston a gennaio e poi, mi piacerebbe molto incontrare Samantha Cristoforetti.”

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