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Nuove tecnologie e professioni del futuro: la scuola deve adeguarsi alle nuove esigenze

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Diverse ricerche in tema di occupazione mettono in risalto il fatto che oltre il 65% dei lavori dei bambini di adesso neanche si conoscono.

Uno sforzo di capire cosa ci riserverà il futuro in tema di occupazione lo hanno fatto gli esperti della società Cognizant, colosso mondiale della consulenza e dell’IT, provando ad ipotizzare possibili lavori che potranno esserci nei prossimi anni grazie allo sviluppo ed utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie in generale.

Come riportato anche dal Corriere delle Comunicazioni, per il secondo anno consecutivo, i consulenti hanno cercato di andare oltre il presente, immaginando le possibili occupazioni del futuro in un mondo sempre più Ibrido e iperconnesso, cioè quando tecnologie come Internet of thinks, realtà aumentata, intelligenza artificiale saranno ancora più invasivi nel nostro quotidiano; avranno quindi, definitivamente cambiato il volto delle nostre abitudini.

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Alcuni mestieri, c’è da dire sono alquanto bizzarri e fuori dai nostri pensieri attuali, altri legati a contesti di disagio che già viviamo come il funzionario specializzato “in cyberattacchi il cui ruolo è fornire una interfaccia costante alle persone, istituzioni e sistemi tecnologici attaccati e violati”.

Sempre in tema di cyber crimini un possibile professionista del futuro potrebbe essere il “counselor” specializzato nella riabilitazione dei minori colpevoli di questa piaga sociale, o ancora del “counselor” che ti aiuta a vivere una vita migliore, libera dai problemi e dallo stress che si immagina quindi possa arrivare a livelli veramente ingestibili nei prossimi anni.

Un altro mestiere molto plausibile è il gestore del comportamento aziendale, cioè colui che raccogliendo le tante informazioni provenienti dai sensori (che invaderanno sempre più i nostri spazi pubblici e privati) è in grado di analizzare il comportamento dei dipendenti ed effettuare una manutenzione sociale predittiva.

Per rimanere dentro le necessità delle aziende un’altra figura ritenuta importante è quella del “Virtual Identity Defender” cioè la persona che consente di “immaginare una realtà positiva per l’azienda e lavorare per realizzarla su social, media tradizionali e altre forme di comunicazione e persuasione”.

O ancora il “Machine Risk Officer” un professionista con competenze in ambito IT che aiuterà a gestire gli eventuali impatti dell’intelligenza artificiale all’interno dei processi dell’azienda stessa.

Anche la formazione vedrà necessariamente la nascita di nuove professionalità. In particolare la necessità di formazione continua richiederà dei responsabili del coordinamento dei singoli piani di studio e che a loro volta dovranno essere i primi ad essere costantemente aggiornati.

Perché non immaginare un meteorologo dei disastri informatici? Cioè l’esperto che ti avvisa di possibili attacchi informatici e quali servizi potrebbero essere colpiti.

Altre professioni sono al momento molto futuristiche e fantasiose come il progettista di auto volanti o lo sviluppatore di sistemi wearable in gradi di offrire feedback di tipo tattile all’utente.

In sintesi aldilà delle specifiche professionalità il dato importante che emerge è che la tendenza del mercato del lavoro vada sempre più verso una direzione di fortissima specializzazione. Ci sarà sempre meno spazio, quindi per la bassa specializzazione e i lavori di routine perché sostituiti dalle macchine, mentre saranno sempre più necessari skills ben definiti.

A fare la differenza nei prossimi anni per gli studenti di oggi sarà il possesso di un’ampia cultura di base, competenze linguistiche, storia, filosofia e competenze specialistiche cosi detto sopra.

A fare da trade union tra conoscenze di base e competenze specialistiche la capacità del problem solving, di prendere decisioni e prontezza di idee.

Alla scuola l’arduo compito di preparare al meglio i futuri professionisti!.