Breaking News
Aggiornato il 31.08.2025
alle 13:23

Nuovo anno scolastico 2025/26, tutte le novità: stop ai cellulari, stretta sulla condotta, arrivano riforme e contratto con aumenti

L’anno scolastico 2025/26 si apre con alcune novità ma anche trascinandosi problemi annosi.

Partiamo dalle norme introdotte con effetto 1° settembre 2025: tra queste sicuramente troviamo lo stop dei cellulari in orario scolastico anche alle superiori, anche se è bene ricordare che ne viene proibito l’utilizzo e non il possesso, con le scuole che si dovranno dotare di regolamenti propri per gestire una faccenda che comporterà probabilmente non solo l’opposizione di molti studenti ma anche di non poche famiglie.

Con l’avvio del nuovo anno scolastico arriva poi la stretta sul voto in condotta: d’ora in poi chi riceverà un 5 in condotta dovrà ripetere l’anno, mentre con il 6 alle superiori il giudizio dell’alunno sarà ‘congelato’ e per essere promosso l’allievo dovrà superare una prova sui valori di cittadinanza attiva e solidale.

Il voto in condotta torna inoltre alle medie (espresso in decimi) e farà media: inoltre, dovrà essere riferito a tutto l’anno scolastico e non più al quadrimestre.    

Per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, l’elaborato critico in materia di cittadinanza dovrà essere trattato durante il colloquio all’esame di Stato.

Il voto sul comportamento inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Maturità: il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico potrà essere dato solo se il voto di comportamento assegnato sarà pari a nove decimi.    

Cambia anche la sospensione: lo studente sospeso fino a due giorni sarà coinvolto in attività di approfondimento sui temi legati ai comportamenti che hanno causato il provvedimento. Qualora la sospensione superi i 2 giorni, lo studente dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate, con ogni scuola che dovrà definire le convenzioni con strutture adeguate.

C’è attesa anche per le modifiche annunciate da tempo del ministro dell’Istruzione sull’esame di Maturità 2025/26: nei colloqui della prossima estate sicuramente non sarà più possibile fare scena “muta” all’orale, come accaduto quest’anno in alcune occasioni, e chi dovesse non aprire bocca all’orale andrà incontro all’automatica bocciatura. Inoltre, il colloquio finale diventerà ancora più multidisciplinare e il contesto dove si parlerà delle competenze acquisite durante il percorso scolastico. Da indiscrezioni, sembra che anche la seconda prova scritta, specifica per indirizzo, potrebbe subire modifiche.

Per la revisione dei programmi di scuole primarie e medie, approvata con non poche polemiche da parte di associazioni di settore e opposizione, bisognerà invece attendere il prossimo anno scolastico (2026-2027).

Entreranno poi a regime le nuove linee sull’Educazione civica e l’Educazione alle relazioni e un aggravio delle sanzioni e delle pene – compreso l’arresto in flagranza – per chi aggredisce il personale scolastico.  

In corso d’anno potrebbe arrivare – l’ha annunciato il ministro in questi giorni – l’attuazione di una nuova edilizia residenziale sociale, con alloggi a prezzi calmierati anche a chi lavora nella scuola, in particolare a quanti si trasferiscono per ragioni di lavoro.    

Sul fronte sindacale, ricordiamo che c’è un contratto collettivo nazionale scaduto da sottoscrivere all’Aran: il Governo ha stanziato aumenti medi attorno ai 140-150 euro lordi, di cui la metà già in busta paga attraverso l’indennità di vacanza contrattuale. Sono attese anche novità normative e su alcuni punti, come le sanzioni del personale inflitte direttamente dal preside, come vorrebbe la parte pubblica, c’è l’opposizione dei sindacati; su altri aspetti, come il middle management, invece le stesse organizzazioni sindacali risultano spaccate.

Poi vi sono ambiti, come il precariato endemico con circa 250mila contratti a tempo determinato tra docenti e Ata, per i quali si attendono sempre riforme importanti: i concorsi Pnrr, l’ultimo partirà a dicembre, non hanno risolto il problema e lo dimostra il fatto che anche quest’anno alla fine della fiera si coprirà poco più del turn over. Anche nell’ambito del reclutamento, il Ministro ha promesso una riforma, che però rimane condizionata dall’interlocuzione in essere con l’Unione europea e gli accordi derivanti dal Pnrr.

Va ricordato, infine, che a breve prenderà il via il confronto sui nuovi programmi della scuola secondaria, visto che la bozza è ormai pronta, con altre probabili proteste in arrivo.

Questi sono i punti principali che caratterizzeranno il nuovo anno scolastico, il terzo della gestione Meloni-Valditara: noi della Tecnica della Scuola lo seguiremo, come sempre, con la massima attenzione cercando di proporvi un’informazione chiara e con chiavi di interpretazione corrette. Continuate a seguirci sui nostri canali, anche social, e non rimarrete delusi.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate