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14.07.2021

Nuovo anno scolastico, scontro Floridia-Sasso sulla ripartenza

Botta e risposta tra i sottosegretari all’istruzione Barbara Floridia e Rossano Sasso. In giornata si sono registrate diverse uscite piccate da parte dei due sottosegretari (di schieramenti opposti) che non se le sono mandate a dire, anche sull’operato del loro mandato.

Attraverso un post sulla propria pagina Facebook, il sottosegretario Sasso aveva scritto:

“I risultati dei test INVALSI presentati oggi fanno il paio con i dati diffusi appena qualche giorno fa dall’ISTAT e confermano come il blocco della didattica in presenza abbia penalizzato soprattutto gli studenti più fragili. In particolare, nelle regioni del Mezzogiorno abbiamo un evidente aumento della dispersione scolastica e un abbassamento dei livelli di competenze raggiunti alla fine dei cicli di studi. Appare di tutta evidenza come sia improponibile un altro anno di didattica a distanza, di isolamento fisico, di incertezze per i nostri ragazzi. Per settimane ci siamo ritrovati in perfetta solitudine nel sottolineare l’urgenza di gettare delle basi solide per la ripartenza dell’anno scolastico a settembre e la necessità di iniziare a correre per evitare disastri. Non potevamo accettare passivamente l’immobilismo di chi per i nostri ragazzi paventava un clamoroso ritorno alla situazione di dieci mesi fa: distanziamento e mascherine nella migliore delle ipotesi, didattica a distanza per tutti nella peggiore. Stop. Come se non fosse mai iniziata la campagna vaccinale, come se nessuna scuola avesse utilizzato i fondi del ministero dell’Istruzione per acquistare dispositivi di aerazione e sanificazione, come se non fossero stati validati i tamponi salivari per monitorare il rischio del contagio tra gli studenti. La didattica a distanza va considerata l’ultima risorsa in casi eccezionali, non può essere la regola. Abbiamo alzato la voce ed ecco che, magicamente, qualcosa ha iniziato a muoversi. Chi finora aveva taciuto ha fatto ammenda, riconoscendo la centralità che merita il mondo della scuola nelle azioni dell’Esecutivo e assicurando il massimo impegno per una ripartenza in presenza e in sicurezza. Bene, è un buon inizio. Un inizio, però. Perché i nodi da sciogliere sono tanti e non c’è un minuto da perdere. Noi saremo vigili e faremo sentire il fiato sul collo ai cultori dell’attendismo. Lo dobbiamo agli otto milioni di studenti italiani, lo dobbiamo alle loro famiglie.

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Riferendosi al post, la collega Barbara Floridia ha dichiarato:

“Sono pienamente d’accordo con il collega Rossano Sasso quando dice che il blocco della didattica in presenza abbia penalizzato le fasce più deboli della comunità studentesca e che sia necessario per il prossimo anno garantire la didattica in presenza. Per questo ho lavorato sin da subito, in coordinamento con il ministro Bianchi e con il sostegno del gruppo parlamentare M5S per reperire finanziamenti, aule, modalità progettuali alternative e soluzioni concrete capaci di portare la scuola italiana fuori dalla crisi dovuta alla pandemia e guardare al futuro. Anche sul fronte della dispersione scolastica stiamo lavorando moltissimo, e il piano ‘RiGenerazione Scuola‘ con i suoi obiettivi legati alla socialità, ai nuovi apprendimenti e dei servizi collaterali come le mense scolastiche, è lì a dimostrarlo. I dati Invalsi ci confermano che ovviamente necessario fare molto di più, ma pur in un contesto così complesso abbiamo lavorato a testa bassa su tantissimi fronti. Altri possono dire altrettanto? Più che “alzare la voce“, consiglio al collega Sasso, che peraltro ha deleghe importanti su cui sarebbe opportuno capire cosa è stato sin qui fatto, di dedicare maggior tempo alle attività concrete al servizio della scuola italiana piuttosto che ai proclami sui social, utili forse a mascherare un immobilismo che il mondo della scuola in questo momento non può davvero permettersi”.

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Ecco infine la risposta di Rossano Sasso che ha contrattaccato:

«È davvero triste che dinamiche e dialettiche interne a un partito della maggioranza abbiano come diretta conseguenza un attacco tanto scomposto e maldestro come quello che la sottosegretaria Floridia mi ha rivolto. In questo modo non si onora di certo lo spirito con cui è nato il Governo di unità nazionale del presidente Draghi e non si fa il bene del Paese. Qualcuno evidentemente ha grande nostalgia per la palude in cui l’Italia si dibatteva sotto la guida di Conte e Arcuri e non si sente a proprio agio in questo Esecutivo della ripresa e delle riaperture. Dunque, ne tragga le conseguenze».

«Non è certo con gli attacchi personali che si tutelano gli interessi del mondo della scuola e che si pianifica al meglio l’avvio del nuovo anno scolastico a settembre. Chi ha una battaglia personale o di corrente da intraprendere, la porti avanti all’interno del proprio schieramento politico e lasci stare tutto il resto. Il presidente Draghi e il Consiglio dei ministri hanno certamente cose più importanti a cui pensare e non è proprio con queste polemiche di basso livello che si garantiscono ai cittadini italiani le risposte che attendono da tempo».

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