Breaking News
Aggiornato il 11.11.2025
alle 12:16

Oggi alla Camera il Ddl sul consenso informato

Pasquale Almirante

Oggi arriva alla Camera il Ddl della Lega sul “Consenso informato”, ovvero la possibilità di insegnare educazione all’affettività ma previa autorizzazione della famiglia.

E in vista di questo traguardo, il deputato leghista, Rossano Sasso, capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione, rilascia una dichiarazione con la quale rivendica la sua netta opposizione alla ideologia gender che si diffonderebbe nelle scuole, se non ci fosse un argine come appunto sarebbe il consenso informato, cosicché la famiglia diventa consapevole di ciò che viene impartito nelle aule.

Dice Sasso: “Domani (oggi) arriva ufficialmente in Aula, a Montecitorio, dopo mesi di discussione e di audizioni in Commissione Cultura, il Ddl sul consenso informato preventivo obbligatorio delle famiglie in materia di sessualità a scuola, fortemente voluto dalla Lega e dal ministro Valditara. In questi mesi le opposizioni hanno gridato alla deriva oscurantista, ma la realtà è che PD, M5S e la componente di estrema sinistra delle associazioni LGBT non tollerano la libertà di scelta educativa delle famiglie. E non ne hanno fatto mistero i loro attivisti quando, in audizione alla Camera, hanno più volte dichiarato che “i figli non sono dei genitori, ma dello Stato, che deve educarli alla sessualità”. Una sessualità senza empatia, senza amore e senza rispetto? È forse questa la missione educativa della scuola? Per questo, se da un lato rafforziamo l’educazione all’affettività, al rispetto delle differenze e senza negare l’educazione sessuale — in riferimento alle malattie sessualmente trasmissibili, agli organi riproduttivi e alla prevenzione delle gravidanze indesiderate, come previsto peraltro già da tempo dalle indicazioni nazionali — dall’altro vieteremo le distorsioni ideologiche di certa sinistra che per anni hanno imperversato nelle scuole italiane. Mai più attivisti trans, drag queen o soggetti privi di competenze pedagogiche in prima elementare a parlare di fluidità sessuale, di identità di genere e di utero in affitto. Per i ragazzi più grandi chiediamo che le famiglie possano conoscere preventivamente il contenuto di eventuali progetti che riguardino temi “sensibili”. Sarebbe questa la deriva oscurantista? Con la Lega, stop all’ideologia gender a scuola”. 

Tuttavia, nel ragionamento di Sasso, non si capisce cosa c’entri quella che lui chiama “ideologia” gender col consenso informato. Tranne che il deputato leghista parta egli stesso da un presupposto ideologico o da una presunzione ideologica e cioè che a scuola, appena si parla di sessualità, è automatico l’ammaestramento sul gender e dunque sull’omosessualità, inducendo i ragazzi a diventare, non si sa per quale motivo, essi stessi gay. 

D’altra parte, come sostengono sociologi e psicologi, il consenso genitoriale a seguire le lezioni di educazione affettiva a scuola, è concesso proprio da quegli ambienti familiari per lo più sani, istruiti, colti che ben sanno il valore che tale istruzione può avere sui figli e giammai da situazioni disastrate, dove la promiscuità è strutturale, dove si legge poco o nulla  e dove i rapporti all’interno stesso della famiglia hanno carattere violento, e dove, paradossalmente, c’è proprio più bisogno di conoscere la materia, capirne i risvolti e le possibili ambiguità.

Una visione alla rovescia insomma.  Invece di garantire chi è più fragile, dandogli  l’opportunità  di capire l’argomento sull’affettività alla stregua di una qualunque altra disciplina, lo si obbliga a una autorizzazione che in tante famiglie ancora patriarcali non verrà mai concessa.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate